L'Editoriale. Parole

1' di lettura 10/04/2021 - Una premessa per evitare commenti inappropriati: 13 mesi fa, quando iniziava la maledizione del virus, litigai con alcuni amici sostenendo che ci sarebbero state sollevazioni popolari. Era il tempo dei concerti sui balconi e dell'”andrà tutto bene”. Giulivi e felici!”Manco per il c…!!!”, feci notare, “quando non c’è pane può succedere di tutto”. Era una facile previsione, bastava un semplice ragionamento fuori dagli schemi ideologici.

Ci siamo arrivati, anche se c’è ancora qualcuno che cerca di camuffare le proteste facendole passare per strumentalizzazioni di estremisti .La situazione è molto complicata e anche pericolosa. Occorrono risposte certe e iniziative concrete dalla politica. Ma credo che non basti. Il punto che mi interessa proporre è un altro.

L’altra sera, il Presidente del consiglio Draghi ha usato parole che potevano stridere in bocca ad un “politico”. Ha usato il termine “coscienza” e il termine “fiducia”. Qualcosa di diverso dalle solite parole d’ordine dell’economia, della burocrazia, della gestione del potere. Non che altre volte non siano rimbalzate nei discorsi pubblici.

Ma l’uso fattone ieri ha avuto una valenza diversa. Come dire: c’è qualcosa che è oltre l’economia, oltre la burocrazia, oltre la gestione del potere. C’è un di più che può predisporre al cambiamento della nostra società. È qualcosa che spinge da dentro l’uomo al di là delle regole economiche, delle architetture burocratiche, dei sistemi politici. Ignorare questo “quid”, significa amputare l’umano e le sue dinamiche. Il vero problema di oggi è insistere sulle conseguenze, dimenticandone le origini, le cause. Il problema non è l’oggetto ma il soggetto.

Le Parole sono importanti. I loro significati molto di più.




adolfo leoni


Questo è un editoriale pubblicato il 10-04-2021 alle 08:20 sul giornale del 12 aprile 2021 - 166 letture

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