Fermo,Teatro dell'Aquila: incontro su Recovery Plan e ricostruzione post sisma. 1,7 miliardi per le aree del centro Italia.

3' di lettura 08/04/2021 - Le porte del teatro dell’Aquila nel pomeriggio dell’8 aprile si sono riaperte. In platea c’erano i sindaci marchigiani, quelli a capo delle aree colpite dal sisma. Sul palco il presidente Acquaroli, l’assessore alla ricostruzione Castelli, il commissario per la ricostruzione Legnini, il sub commissario Loffredo, il direttore dell’Usr Marche Babini, il sindaco di Fermo Calcinaro e la prefetta Filippi.

Traspare un’urgenza, quella di affiancare alla ricostruzione fisica la rigenerazione sociale, perché da questo punto di vista le aree colpite dal sisma non se la passavano bene neanche prima di quella notte dell’agosto 2016. «La crisi sismica e quella sanitaria poi hanno reso indifferibile la necessità per il sistema pubblico di ricostruire le case presto e bene e di curare che il flusso vitale e sociale venga sostenuto alla luce del Recovery plan» dice l’assessore Castelli, parlando di “salto di contemporaneità”, nel senso di una progettazione che faccia riferimento a quelle che sono le prospettive della modernità, tale da poter fungere da modello anche per altri interventi nelle aree interne della restante parte d’Italia. Alle aree del centro Italia danneggiate dal sisma arriveranno 1 miliardo e 780 milioni, suddivisi tra parte pubblica, ossia riqualificazione dei borghi, digitalizzazione, infrastrutture ed efficientamento energetico, e attività economiche in senso stretto. Forte la richiesta di Castelli: «vogliamo che la cabina di coordinamento abbia un ruolo principale nella gestione di queste risorse» ché Roma ne sa un po’ di meno rispetto a chi il territorio danneggiato lo vive di persona.

“Secondo lei, verso primavera, per poter dire che le cose stanno funzionando quanti decreti di concessione di contributo dovremmo aver fatto?” questa domanda la rivolse a Legnini Acquaroli circa 6 mesi fa. «Io risposi circa 2000. Lui mi rispose che si sarebbe accontentato di almeno 1500» ricorda il commissario, che precisa: «grazie all’ufficio speciale alla ricostruzione, grazie ai Comuni noi siamo arrivati, nei primi tre mesi del 2021 all’emanazione di 1.600 decreti di concessioni di contributo in tutto il cratere, con un ritmo di tre volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso». Ciò dovrà tradursi in 1600 cantieri, per un totale di 3.500 cantieri ad oggi aperti nel cratere. Entro quest’anno ne dovranno partire 600. «La prospettiva è far crescere i numeri, dare un ritmo costante, partendo dai centri storici distrutti per poi giungere alla seconda gamba: la rigenerazione economico - sociale, specie dopo la crisi sanitaria» conclude il commissario straordinario.

Ricostruzione e rigenerazione sono un’opportunità per le Marche e il centro Italia. Lo rimarca Acquaroli che punta al rilancio dei borghi, dell’artigianato, del commercio. Ma per fare questo occorre l’accessibilità, occorrono le infrastrutture, occorre la digitalizzazione e le Marche sono indietro, e ancor più, come conclude il presidente, incentivando incontri come questi, perché aldilà delle risorse, per ricostruire servono anche le idee.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 08-04-2021 alle 21:28 sul giornale del 10 aprile 2021 - 270 letture

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