In tempo di pandemia, viene negato anche il piacere di farci un regalo

2' di lettura 18/03/2021 - Chi non si è mai regalato un po' di relax e spensieratezza , dedicandosi allo shopping? A volte basta acquistare qualcosa di nuovo, che sia una borsetta, un paio di scarpe o un gadget tecnologico o qualsiasi accessorio che ci faccia sentire bene con noi stessi in quel momento. Lo shopping può avere un valore terapeutico: prendersi una pausa e ritagliarsi un po' di tempo per un acquisto fuori programma, può migliorare lo stato dell'umore e gratificare la persona.

Certo la riduzione del livello di stress o della tristezza è momentaneo e riguarda i beni personali che possono soddisfare piacevolmente chi decide di fare quell'acquisto, questo comporta un aumento del livello di austostima per cui la persona si sente meglio con sé stessa e nei confroti degli altri può attivare migliori capacità relazionali perchè più sicura di sé stessa. Importante agire sempre secondo le nostre possibiltià senza strafare, perché fare shopping non deve diventare l'unico passatempo gratificante, altrimenti si rischia di andare incontro ad un atteggiamento compulsivo che diventa patologico. Ma adesso che questo tipo di gratificazione ci viene vietata, perchè i negozi che non hanno beni di prima necessità devono rimanere chiusi, come possiamo supplire a questa mancanza? Lo shopping on line se da una parte risulta più vantaggioso perchè implica una minor perdita di tempo, una migliore comparazione dei prezzi del prodotto scelto ed evitamento della folla, dall'altra non consente all'acquirente di vedere concretamente il prodotto o di provarlo per cui questo piacere viene meno. La gratificazione all'acquisto è rimandata e non immediata e nel moemnto in cui la merce arriva a casa c'è il rischio di rimanere delusi, perché potrebbe non essere conforme alle nostre aspettative. Fare shopping è piacevole quando la vista o il tatto consentono un'immediata gratificazione, ritardarla non comporta lo stesso piacere. La stimolazione sensoriale non va sottovalutata, ha un'importante valore motivazionale che in questo momento viene a mancare. Recarsi in un negozio, rompere la solita routine quotidiana, relazionarsi con il personale, vedere e scegliere ciò che vorremmo comprare implica un'attivazione neurosensoriale non indifferente poiché lo shopping deve partire da una motivazione per il soddisfacimento di un bisogno. Tra questi vi è anche il comprare qualcosa per gli altri, perché la persona può desiderare di voler far stare bene l'altro. Se talvolta ci concediamo un lusso non dobbiamo sentirci in colpa, basta che se sappiamo che non abbiamo molte possibilità, ci si limiti a fare piccoli acquisti che aiutino a prendersi cura di sé stessi o della persona a cui teniamo. Premiarsi ogni volta che si è raggiunto un obiettivo, sarebbe la procedura ottimale da attivare perché ciò consente una crescita personale e nel contempo un piacere intenso.


dott.ssa Barbara Mercanti
redazione@viverefermo.it

 



dott.ssa Barbara Mercanti


Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2021 alle 20:00 sul giornale del 19 marzo 2021 - 252 letture

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