Fermo, Anmil: Giornata Internazionale della Donna tra storie di coraggio e resilienza

4' di lettura 08/03/2021 - L’Anmil Fermo, con il presidente regionale Marcello Luciani, ha reso oggi omaggio alle donne. Lo ha fatto lanciando in conferenza un progetto multimediale, “Lavoratrici contro Covid: 8 storie di resilienza per l’8 marzo”, tra fragilità e reazione, firmato dal fotoreporter Venturi, dalla giornalista Luce Tommasi e dalla videomaker Arianna Massimi, atto a promuovere la cultura della prevenzione degli infortuni e malattie professionali.

Nel giorno ad esse dedicato, tante le donne che hanno preso parte all’annuale conferenza organizzata da Anmil Fermo (dalla vicepresidente nazionale Anmil Debora Spagnuolo alla Presidente della Provincia di Fermo Moira Canigola, dall’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Fermo Micol Lanzidei all’assessore regionale Giorgia Latini, dalle psicoterapeute di Anmil Macerata e Fermo Sonia Del Savio e Gloria De Luca, alla presidente Anmil Ancona Graziella Nori e vicepresidente Anmil Macerata Stefania Benedetti) portando riflessioni e testimonianze. Donne, ma anche uomini, come il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro che, a proposito delle difficoltà dell’universo femminile, parla di sua madre, la ringrazia. «Ha dovuto tirar su un figlio, tra le difficoltà nel conciliare vita lavorativa e famiglia e gli spostamenti, anche pericolosi» dice, riportando l’episodio di un incidente stradale fatto di ritorno dal lavoro.

Tante le barriere. Fino al 1961, ad esempio, alle donne, la carriera prefettizia e la magistratura erano precluse. Una ragazza determinata e un giurista, Costantino Mortati, hanno lottato e l’hanno spuntata, aprendo l’accesso alle donne. A ricordare la storica sentenza è stata la Filippi, Prefetto donna, non esente, nemmeno lei, da sacrifici. E cita Rita Levi Montalcini, la quale diceva: “Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente e portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale della società”.

Livini, direttore Av4, è la voce della sanità. Abbraccia, virtualmente, le donne della sua azienda, il lavoro “al fronte” che esse stanno svolgendo in questi momenti di emergenza. Un episodio oggi gli piace ricordare: quelle nozze d’oro “festeggiate” in rianimazione tra due coniugi ricoverati, ritrovatisi all’insaputa mano nella mano.

Dal dirigente Inail Fermo, il dott. Esposito, i dati sull’andamento infortunistico da covid. 2.821 casi di infortunio da covid denunciati nel 2020 nelle Marche, a fronte dei 131.090 in Italia. Di quei 2.812, mortali ne sono stati 12. Province più colpite Ancona e Pesaro, assorbendo il 60% del dato regionale. 222 i casi nel fermano: 144 per donne e 78 per uomini. La fascia di età dai 35 ai 64 anni quella più colpita.

Donna è la comandante della Capitaneria di Porto di Porto San Giorgio, tenente di vascello Simona Gentile. Donna è anche il Questore di Fermo, la dott.ssa Rosa Romano che, a proposito di violenza, cita il codice rosso. «Da agosto 2019 ad oggi ci sono stati 99 casi di codice rosso denunciati. La tutela, dal punto di vista dell’azione investigativa e giudiziaria, è maggiore e, nella legge, oggi, rientrano fattispecie prima non contemplate. All’interno della nostra Questura vi è un settore dedicato all’ascolto di tutte le donne che vogliono denunciare violenze. Ascolto effettuato da personale altamente specializzato nell’arco di tre giorni dall’iscrizione del relativo procedimento» spiega la Romano.

Testimonianze di resilienza giungono da donne del territorio. C’è Daniela Serena: saturimetri bassi, settimane di isolamento, anziani da accudire, attacchi di stanchezza che, anche a covid guarito, non trovano cura, lo stop dal lavoro. C’è Alice Amadori: il nemico che entra in casa, senza bussare, antibiotici che non producono effetto, chiamate su chiamate, nessuno agli inizi era preparato, ricerca di rassicurazioni, la situazione che precipita, l’ossigeno che manca, pianti e crisi di panico. C’è Sara Serena, infermiera del pronto soccorso “Murri” di Fermo. I sintomi, il tampone, la conferma della positività, altri colleghi positivi, il mondo che le crolla addosso, due figlie che non la prendono bene, ma anche il coraggio e la vittoria sulla paura. C’è la signora Zenedia Quadrini, presidente del gruppo donne Anmil Fermo, moglie di un invalido del lavoro: un chiodo al cervello ha devastato il marito per sempre, di riflesso lei. Poi, un cancro al seno la aggredisce, il marito viene trasferito in una struttura protetta: dolore su dolore. La pandemia li ha divisi ancora di più: da un anno lui non rientra a casa, le corse di lei per andare sotto la finestra del marito, il plexiglass che li separa a ogni visita. «Dal profondo del cuore mi sento veramente donna» conclude.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 08-03-2021 alle 18:24 sul giornale del 10 marzo 2021 - 286 letture

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