Monte Urano, Morelli: “La festa della Donna non si deve festeggiare”

3' di lettura 07/03/2021 - Le parole dell’assessora alle Pari Opportunità del Comune di Monte Urano.

La versione della Treccani online indica nel dizionario dei sinonimi, in riferimento alla parola donna, eufemismi come “buona donna” e sue declinazioni come “puttana", “cagna”, “zoccola”, “bagascia”, e varie espressioni tra cui “serva”. Pochi giorni fa è giunta alla celebre Enciclopedia una richiesta ufficiale firmata da molte donne del mondo dell'imprenditoria, della cultura , della politica per rimuovere i vocaboli ingiuriosi e inserire espressioni che rappresentino in modo completo e reale il ruolo delle donne nella società. Ancora oggi queste piccole grandi battaglie purtroppo vengono percepite come esagerate o troppo “femministe” e invece, a mio parere, entrano proprio nel nocciolo della questione. Quello che leggiamo fin da piccoli, quello che sentiamo ogni giorno nelle parole dette o scritte in tv, sui giornali, nei libri rappresenta ciò che siamo, non è solo un modo di dire, un'abitudine, una convenzione, è sostanza. Parto da qui per affermare l'importanza di cambiare un sistema culturale iniziando da quelle che sembrano piccole cose: linguaggi e gesti quotidiani, modi di dire e fare che permeano in modo profondo la nostra società.

L'8 Marzo non si deve festeggiare, si deve denunciare una condizione ancora tragica per le donne: nei primi due mesi di questo anno già sono stati compiuti 12 femminicidi. Inoltre la pandemia ha colpito duramente le donne da ogni punto di vista. La permanenza forzata a casa le ha costrette spesso a vivere in una condizione quotidiana di violenza da cui è ancora più difficile difendersi; l’onere dell’assistenza familiare è raddoppiato: il lavoro non retribuito è stato davvero la rete di sicurezza sociale per il mondo e ha permesso ad altri di uscire e guadagnare un reddito produttivo, ostacolando di fatto le opportunità di crescita e di lavoro delle donne che si assumono il fardello della cura.

In questi ultimi mesi abbiamo assistito nella nostra regione anche ad un attacco frontale a diritti considerati acquisiti come quello dell'interruzione volontaria di gravidanza e dell'assunzione della RU486; attacchi diretti alla donna che testimoniano una visione retrograda e misogena della nostra società dove c'è ancora chi ha il coraggio di affermare che “il padre deve dare le regole e la madre deve accudire”. Per questo si stanno mobilitando associazioni, gruppi politici, Istituzioni, cittadine e cittadini per ribadire il diritto all'autodeterminazione delle donne, il diritto ad avere nel proprio territorio tutti i servizi che garantiscano la libertà di scelta, la salute e l'assistenza. E' inaccettabile che nella provincia di Fermo ad oggi non sia possibile per una donna abortire volontariamente a causa della presenza di soli medici obiettori di coscienza. Questo è il risultato di una cecità politica e istituzionale che dura da decenni.

Come amministratrice da anni ho promosso nel nostro comune iniziative su questo tema: la rassegna “Lei è Franca Viola” avrebbe raggiunto la sua sesta edizione quest'anno; essa testimonia un'idea di azione che non riguarda solo l'8 marzo, o solo le donne, ma investe un progetto comune di cambiamento di cui ognuno si deve far carico, prima di tutto chi ha un ruolo pubblico ma poi insieme anche il mondo civile, le associazioni, le scuole.

Quest'anno verranno organizzati degli incontri on line in collaborazione con la Commissione provinciale Pari Opportunità per continuare a riflettere e approfondire questi temi, nonostante il momento di crisi che stiamo vivendo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-03-2021 alle 11:25 sul giornale del 08 marzo 2021 - 1152 letture

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