Per un nuovo turismo occorre una nuova alleanza

3' di lettura 06/03/2021 - Un centinaio di laureandi e dottorandi di tredici università europee negli ultimi anni, prima del Covid, ha raggiunto il Fermano per studiare la Terra di Marca. Agricoltura, alimentazione, borghi, teatri, storia, cammini sono stati coniugati insieme per una proposta turistica di livello capace di attrarre quanti puntano sul food e le bellezze dei territori. L'iniziativa presa dall'Università di Macerata e dal Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea, in collaborazione con alcuni comuni come Montegiorgio, Fermo e Porto San Giorgio, ha fatto sì che sull'argomento venissero redatte numerose tesi di laurea.

Il food, addizionato alla suggestione dei luoghi, sarà (parliamo al futuro auspicando la prossima fine della pandemia) un elemento vincente per un potente richiamo turistico. I nostri produttori hanno capito, oltre alla buona agricoltura, bontà dei prodotti e tipicità dei piatti realizzati, l'importanza della comunicazione specie sull'estero, e si stanno attrezzando. Illuminante è il libro di Antonio Belloni, intitolato Food Economy – L'Italia e le strade infinite del cibo tra società e consumi. «Finora – scrive l'esperto di comunicazione e internazionalizzazione - colto da sindrome di Peter Pan, quella del non voler crescere, il food italiano sta uscendo dal suo “romanzo di formazione” per avviarsi velocemente verso una nuova maturità».

Ma, il percorso di comunicazione e, dunque, di attrattiva, «è un percorso che coinvolge tutti gli attori e i piani sociali. Cresce gradualmente nei cittadini lo spirito identitario legato al cibo, alla cucina e alla ristorazione». Il punto è proprio quello del coinvolgimento di tutti i protagonisti. Non solo agricoltori, dunque, non solo ristoratori, non solo animatori culturali... La necessità e la forza della Terra di Marca sta nell'impasto di tutto ciò e nella capacità di declinarlo raccontandolo come meglio si può. Ogni settore ha bisogno dell'altro come un filo rosso che colleghi gli ambiti: gli agricoltori hanno bisogno dei cuochi, i cuochi hanno bisogno delle ricchezze artistico/architettoniche dei nostri paese, e su su a crescere. Non più verticalità ma orizzontalità, abbraccio di contenuti diversi. Un nuovo modo di guardare e di operare richiesto innanzitutto alle classi dirigenti, agli operatori del pubblico e delle diverse ramificazioni: dagli assessorati al turismo ai GAL, dove la parola d'ordine dovrà essere sempre di più trasversalità.

Nel 2018, l'allora ministro Maurizio Martina spiegava: «Oltre un miliardo e duecento milioni di viaggiatori internazionali: è questa la cifra astronomica di un mondo in movimento, che cresce oltre ogni crisi. Prima ancora che economico, si tratta di un enorme fenomeno umano e sociale che sta assumendo tendenze nuovissime, come emerge proprio da tutte le più recenti analisi: a muovere i viaggiatori sono sempre di più la ricerca di esperienze coinvolgenti, la curiosità ed il desiderio di conoscenza per la cultura e la tradizione, l’attenzione all’autenticità, alla sostenibilità e al benessere». Una grande sfida per i nostri territori e per la nostra Regione. Ma anche per i diversi attori che non potranno più concepirsi come individualità bensì come un organismo da proporre nella sua integralità. Senza dimenticare l'efficacia del messaggio, che ha bisogno di professionisti seri e capaci. Non è più tempo di approssimazioni.




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 06-03-2021 alle 15:46 sul giornale del 07 marzo 2021 - 128 letture

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