Donne e diritti, alle esternazioni retrograde le Commissioni Pari Opportunità del fermano rispondono con formazione e informazione

3' di lettura 05/03/2021 - L’8 marzo, festa della donna, si avvicina. La questione dei diritti delle donne viene riproposta, quest’anno più di ogni altro anno.

«Ѐ facile tornare indietro di 30 anni, con una frase o mancata azione, mentre è difficile accrescere la sfera dei diritti» esordisce la Canigola, presidente della Provincia di Fermo. Dati gli accadimenti delle ultime settimane, a livello regionale, lei, insieme alle altre donne delle varie Commissioni Pari Opportunità del territorio, provinciali e comunali, hanno voluto quest’oggi ribadire quanto retrograde e negative siano certe affermazioni e prese di posizioni che vanno ad incidere sulla sfera dei diritti delle donne, e della società tutta. Inoltre, “il padre dà le regole, la madre accudisce”: «a questa idea anacronistica di famiglia dobbiamo opporci ma in maniera costruttiva» conclude la Canigola.

Nel dettaglio, la Commissione provinciale Pari Opportunità ha pensato di condividere, con le altre commissioni esistenti sul fermano, un progetto per affrontare la tematica della pillola abortiva. «Il fermano vive una realtà ultradecennale di mancato rispetto dell’applicazione della legge 194, e questo ha rappresentato una forma di violenza da parte delle istituzioni nei confronti delle donne» afferma Antonella Orazietti, la presidente della Commissione. «Ѐ necessario - rimarca - avviare un percorso per evitare che si continuino a perpetrare queste forme di violenza, e chi ha dei ruoli importanti all’interno della società ha un obbligo ulteriore di costruire una cultura del rispetto delle differenze e un rispetto particolare nell’affrontare certe tematiche». Alla lettera aperta da spedire alle istituzioni si affianca inoltre un percorso, fatto di informazione e di formazione. Esso coinvolgerà tutte le Commissioni Pari Opportunità del fermano, ognuna affronterà una tematica: dall’educazione sessuale ed emotiva, oggetto di un primo webinar la sera del 24 marzo, sino ad arrivare alla legge 194 dal punto di vista sociale e psicologico e giuridico, tra specialisti e donne direttamente coinvolte.

La commissione di Porto Sant’Elpidio, con Ilaria Santandrea, a livello medico e normativo ha affrontato detti argomenti al proprio interno, per conoscerli meglio. «Non si riesce più a rispettare e vedere i diritti come tali, distaccandosi da proprie ideologie politiche o scelte personali: nulla di più sbagliato. Bisognerebbe lavorare sulla responsabilità, sull’educazione sessuale, su incentivi volti ad aiutare le neo famiglie, e investire per il miglioramento dei consultori» sostiene la Santandrea, prendendo la distanza da talune dichiarazioni giunte da figure politiche.

Sottoscrive in toto quanto espresso dalle colleghe Simona Luchetti della Commissione Pari Opportunità di Porto San Giorgio. Le singole componenti della Commissione sangiorgese si erano espresse, in seno ad essa, in merito a quelle note affermazioni, «e - tiene a precisare la Luchetti - la Commissione era per gran parte contraria a quanto emerso in sede di consiglio regionale, sebbene una delle consigliere di minoranza abbia ritenuto di scrivere un comunicato non in linea con pensiero della maggioranza della Commissione stessa».

Obiettori di coscienza da una parte e mancata applicazione della legge 194 dall’altra, l’Italia a livello europeo fu destinataria di reclami. La presenza di un medico non obiettore nel consultorio di Fermo era stata una iniziativa, poi non portata avanti. Per un’azione legale contro l’Asur occorrono soldi, che non ci sono, e occorrerebbe anche il coinvolgimento di una donna lesa. La strada è in salita, dunque.

Non è tutto male quello che è arrivato dalla Regione. «La politica marchigiana ha attivato un dibattito sulla 194, e in Piazza a manifestare c’erano anche molti uomini, in più ha creato una rete tra le varie Commissioni» interviene la consigliera della Commissione provinciale Cognigni, ribadendo anche lei l’importanza della formazione. E, se una Commissione Pari Opportunità, il Comune di Fermo non ce l’ha ancora, buone notizie arrivano da Gabriella Caliandro: è desiderio dell’assessora Micol Lanzidei istituirla quanto prima.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 05-03-2021 alle 12:45 sul giornale del 06 marzo 2021 - 254 letture

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