Pedaso: un secolo fa il disastro ferroviario fra Ancona e Castellammare Adriatico

3' di lettura 04/03/2021 - Avveniva più di un secolo fa, il 4 Marzo 1916, il gravissimo incidente ferroviario che coinvolse la stazione di Pedaso.

Un disastro ferroviario, fra Ancona e Castellammare - 11 morti e 30 feriti, questo il titolo dell'articolo apparso all'epoca, Lunedì 6 Marzo, su La Stampa, che per primo tentò di ricostruire le dinamiche dell'incidente avvenuto tra un treno viaggiatori (locomotiva a vapore) partito da Ancona per Castellammare (oggi corrispondente alla parte nord della città di Pescara) e una tradotta militare proprio alla stazione di Pedaso. “Si deplorano 11 morti e cioè 6 militari e 5 ferrovieri: il capo treno Gueraldo Arturo, il macchinista D'Incecco, i fuochisti Pierangeli e Burattini del deposito di Ancona e un capo squadra del deposito di Castellammare. 30 sono i feriti, di cui 6 gravi, che sono stati trasportati agli ospedali di Fermo e San Benedetto del Tronto. Treni di soccorso si sono recati sul posto immediatamente col direttore compartimentale delle ferrovie di Ancona il comm. Zecchi. La linea sarà presto stabilita; frattanto si effettua il trasbordo”.

Un incidente non da poco, la cui notizia fu all'inizio ostacolata, come riporta lo stesso articolo, ma poi spiegata nei suoi particolari. “Lo scontro è avvenuto verso le ore 22,30 di ieri sera […]. Alla stazione di Pedaso si attendeva il passaggio dell'accelerato N. 1843 proveniente da Ancona. A Pedaso era giunta anche, poco prima, la tradotta militare numero 7536 proveniente da Foggia. Gli addetti alla stazione, onde evitare qualche incidente, poiché si attendeva, come abbiamo detto, l'accelerato, avevano pensato di immettere la tradotta su un binario morto. Pertanto erano state prese tutte lo misure necessarie e dati gli ordini opportuni; erano stati anche fatti i segnali di «via chiusa». Le operazioni procedevano tranquille e nessuno pensava che proprio allora avanzasse l'accelerato senza tener conto dei dischi, che indicavano il pericolo e davano l'ordine di fermarsi. Viceversa, proprio allora, si vide avanzare il treno proveniente da Ancona. L'altro treno stava piegando lentamente e l'urto divenne inevitabile. Il capo stazione e tutti gli impiegati, comprendendo tutta la gravità del disastro che stava per accadere, accorsero incontro alla macchina facendo segnali”.

E quello che successe divenne agli occhi di chi assistette all'incidente inevitabile. “Fu visto il macchinista stringere disperatamente i freni; ormai era troppo tardi e ciò che era fatale accadde. Fu una scena terrorizzante. L'accelerato, che pure aveva di poco rallentata la corsa, andò ad urtare contro l'altro treno. Le macchine dei due convogli ebbero quasi a sollevarsi, i vagoni ricevettero una scossa, tremenda, qualcuno si rovesciò, qualche altro venne ridotto a pezzi. Dal cumulo dei rottami dei vagoni, che erano stati danneggiati, si elevavano grida imploranti soccorso. La stazione era scarsamente illuminata e quella foschia conferiva più raccapriccio al disastro. […] Si fece, in quel tragico momento, tutto ciò che fu umanamente possibile; ma i mezzi erano limitati”.

L'incidente fu talmente grave da far scattare una inchiesta giudiziaria, partita da Roma, che ordinò immediatamente l'arresto di 3 persone: “Appena avute le prime notizie, il direttore generale delle ferrovie ha inviato sul posto il comm. Spatri ed il comm. Rodino e si è recato anch'egli sopraluogo per accertare le cause del disastro; in attesa dell'inchiesta sono stati sospesi dalle funzioni i funzionari ed agenti, che possono esservi implicati come responsabili, tre dei quali, per disposizione dell'autorità giudiziaria, sono stati già arrestati”.






Questo è un articolo pubblicato il 04-03-2021 alle 10:41 sul giornale del 05 marzo 2021 - 283 letture

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