Porto Sant'Elpidio, interruzione volontaria di gravidanza: la maggioranza ne discute

3' di lettura 01/03/2021 - Tre sono le ragioni che hanno unito la maggioranza nella discussione sulla interruzione volontaria della gravidanza: la salute della donna, che deve essere messa al primo posto, attivando o ricostruendo la rete di sostegno medico, psicologico e sociale che deve essere fornita dai Consultori; la sicurezza della RU-486 attestata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal Consiglio superiore di Sanità, dall’Agenzia del Farmaco AIFA e dalla quasi trentennale somministrazione della RU- 486 in Italia, in Europa (dove è trentennale) e in altri stati; l’esercizio di un diritto individuale pur se nell’ambito di una delle decisioni più difficili che una donna debba prendere.

Così si sono espressi il Partito Democratico, la Lista Civica Popolari Uniti per Porto Sant'Elpidio, Impegno per Porto Sant’Elpidio e La città del fare, che rilanciano: "Tutti noi siamo per la vita, per la salvaguardia della vita della donna, che deve poter scegliere se portare avanti una gravidanza oppure no quando il feto ha gravissime malformazioni o quando è a rischio la vita stessa di una donna; una donna deve poter scegliere se portare oppure no avanti una gravidanza se il concepimento è avvenuto a seguito di uno stupro. Nessuno di noi considera l’aborto una pratica anticoncezionale, ma una decisione che spetta esclusivamente alla donna nel pieno delle sue facoltà. La stessa Legge 194 prevede tutte le cautele necessarie per la tutela della donna e del feto, garantendo l’esame delle possibili soluzioni dei problemi posti dalla donna o dalla coppia. Però affinché questo si verifichi occorre che i consultori funzionino, che ci sia personale non obiettore che senza preconcetti sappia prendere in carico la donna o la coppia, ne rispetti la dignità e aiuti a trovare soluzioni, a rimuovere i problemi che porterebbero alla interruzione della gravidanza, offrendo aiuti necessari prima e dopo il parto. Qualora ciò non fosse possibile, precauzionalmente, la legge prevede che la donna o la coppia rifletta ancora una settimana dopo l’accertamento della possibilità di aborto prima di dare l’assenso definitivo (cit. art. 5).
L’interruzione volontaria della gravidanza con metodo farmacologico, tramite la pillola RU-486 secondo tutte le agenzie della salute nazionali e internazionali è considerata più sicura di una pratica chirurgica e può essere presa senza ricovero ospedaliero. Ecco perché colpisce la proposta della regione di voler imporre il ricovero obbligatorio di tre giorni per la somministrazione della pillola in un periodo nel quale gli ospedali devono far fronte alla crisi pandemica oltre all’aggravio di spesa per tutta la collettività.
Preoccupante è anche la proposta di affidare i consultori ad associazioni di parte, che possono condizionare la scelta già difficile e sofferta dell’aborto.
Per concludere: chiediamo che i consultori funzionino, che ci siano professionisti non obiettori per non dover più assistere a drammatiche peregrinazioni di donne e coppie a cui il ginecologo prescrive l’aborto a fini terapeutici ma non lo esercita perché obiettore; né vogliamo che chi abbia bisogno di un supporto psicologico e medico per portare avanti consapevolmente una gravidanza o decida consapevolmente di abortire non abbia un ginecologo in un consultorio".




PD Porto Sant'Elpidio


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-03-2021 alle 10:06 sul giornale del 02 marzo 2021 - 442 letture

In questo articolo si parla di politica, aborto, donna, maggioranza, PD Porto Sant'Elpidio, comunicato stampa

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