Porto Sant’Elpidio: 27 e 28 febbraio in piazza la raccolta firme per la legge “Stazzema”

2' di lettura 27/02/2021 -

La proposta di legge chiamata Stazzema è nata lo scorso ottobre a Stazzema, in provincia di Lucca, dove è avvenuta nell’agosto del 1944 la nota strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema. Il Sindaco Maurizio Verona, promotore della proposta popolare, ha lanciato una vera campagna diventata nazionale in poco tempo. “Norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e vendita e promozione di oggetti con simboli nazisti e fascisti”: questa la denominazione della proposta, che nasce dalla necessità, considerata anacronistica da alcuni e necessaria da altri, di rimarcare quanto possa essere pericolosa la sottovalutazione del fenomeno del ritorno di queste ideologie.

Sono mesi che si parla di continua e crescente diffusione di razzismi e di soluzioni per fermare il fenomeno. Per riuscire ad arrivare in Parlamento, la raccolta firme dovrà raggiungere quota 50mila firme entro il 31 marzo 2021 ed è possibile firmare in tutti i Comuni d’Italia.

Nelle giornate di oggi, sabato 27, e domani domenica 28 febbraio, sarà possibile sostenere la proposta di legge anche a Porto Sant’Elpidio presso il banchetto apposito in Piazza Garibaldi. Fabio Rossano, Segretario GD Porto S. Elpidio, afferma: “Il nostro circolo organizza un banchetto per la raccolta di firme a favore della proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista, lanciata dal Sindaco di Stazzema. Saremo in piazza Garibaldi sabato 27 e domenica 28 febbraio dalle 10 alle 12; saranno presenti anche il consigliere comunale Stefano Senesi e l’assessore Luca Piermartiri. Intendiamo dare il nostro contributo, anche in considerazione del fatto che ancora oggi, purtroppo, si assiste alla propaganda e diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e al nazismo. Anche con questa iniziativa vogliamo quindi dire basta ai gadget del ventennio esposti in negozi e bancarelle, basta svastiche dipinte sui muri, basta inquinare il dibattito pubblico con negazionismi e revisionismi come anche di recente avvenuto in altre città. Manifestazioni che tendono a divenire delle vere e proprie apologie sul nazifascismo.

Chiunque propagandi i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici. La Legge di iniziativa popolare contro propaganda nazi-fascista auspica l'introduzione di specifiche pene per la propaganda di fascismo e nazismo anche attraverso l'uso dei social”.


di Marina Mannucci
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 27-02-2021 alle 10:03 sul giornale del 01 marzo 2021 - 164 letture

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