La “lezione” di mons. Armando Trasarti: il male, il peccato, il perdono, la concordia

3' di lettura 24/02/2021 - Mons. Armando Trasarti, vescovo di Fano e già vicario generale dell'arcidiocesi di Fermo, si trova in un letto d'ospedale a Pesaro. Ma le sue condizioni migliorano. Prima del ricovero, ha avuto modo di inviare al gruppo di Azione cattolica adulti di Santa Caterina di Fermo una riflessione sulla Giornata della Memoria, occasione per affrontare anche altri temi, a partire dal concetto di male, peccato, e del bisogno di nuova concordia civile, sociale, politica. In queste settimane, diversi personaggi: intellettuali, professori universitari, politici hanno toccato le stesse problematiche come per un'urgenza avvertita in maniera molto stringente.

Provocatorio quanto scrisse Hannah Arendt, inviata a Gerusalemme dal suo giornale: il New Yorker, per seguire il processo al nazista Adolf Eichmann, accusato di crimini contro l'umanità. La giornalista/scrittrice, guardando l'imputato, ascoltando la sua difesa, girando per la città, ricavò l'idea che il male perpetrato fosse dovuto non tanto ad un'indole maligna, quanto invece alla non consapevolezza delle proprie azioni. La banalità del male, fu detto.

Il vescovo di Fano ha invitato a riflettere sul male, auspicando una presa di coscienza e il coraggio di ammettere come nella civile Europa, patria di culture e civilizzazioni, sia stato possibile lo sterminio di ebrei, zingari omosessuali, minoranze etniche. Per significare che cultura e civilizzazione non pongono al riparo dalle tragedie.

Mons. Trasarti ha voluto precisare che, quando la persona dimentica di essere creatura e vuole farsi Dio, la sua ambizione di onnipotenza è capace di compiere nefandezze estreme, costruendo le «metropoli della morte».

Far memoria dei massacri è imprescindibile. Il presente però – ha aggiunto – non è migliorato: ci sono barconi alla deriva, ci sono segnali crescenti di razzismo ed antisemitismo, ci sono bambini congelati lungo le rotte balcaniche... Ciò dovrebbe scuotere le coscienze. Occorre – ha aggiunto - che ognuno assuma le proprie responsabilità. Con un avvertimento però. Citando il profeta Ezechiele, ha ricordato che gli uomini sono segnati dal peccato, e dunque dalla fragilità che fa cadere, e dove il pericolo più grande è quello di «sentirsi giusti» rispetto agli altri. In un ulteriore passaggio, il vescovo ha invitato a non alimentare la spirale dell'odio che si forma nelle contrapposizioni, lavorando invece per una convivenza pacifica. Non mancano casi nella storia recente. Esempio è la nascita dell'Europa, voluta da Francia, Germania e Italia, che sino a qualche tempo prima si erano dilaniate sui fronti opposti della Seconda guerra mondiale.

Fu perdono misto a realpolitik? Questo mons. Trasarti non lo ha spiegato. Ha aggiunto però che i valori cui si ispirarono i Padri fondatori vanno ritrovati e ripresi come bussola per il futuro.

Cosimo de' Medici ripeteva che «Gli stati non si governano con i paternoster». Però i cattolici possono e debbono contribuire ad una buona politica e ad una giusta economia. Il vescovo ha citato papa Francesco e la sua «Fratelli tutti»: «L'impegno educativo, lo sviluppo di abitudini solidali, la capacità di pensare la vita umana più integralmente, la profondità spirituale sono realtà necessarie per dare qualità ai rapporti umani, in modo tale che sia la società stessa a reagire di fronte alle proprie ingiustizie, alle aberrazioni, agli abusi dei poteri economici, tecnologici, politici e mediatici». Dinanzi al vuoto di senso, deve formarsi una mentalità nuova, ha avvertito il prelato. Essenziale dunque l'educazione, la proposta positiva, la testimonianza. Toccando l'economia, e sempre usando la Lettera enciclica del pontefice, mons. Trasarti ha ricordato che «il mercato da solo non risolve tutto...», necessita invece «promuovere un'economia che favorisca la diversificazione produttiva e la creatività imprenditoriale» rimettendo al centro la dignità umana su cui costruire «le strutture sociali alternative». Manifesto per un nuovo impegno.




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 24-02-2021 alle 16:08 sul giornale del 25 febbraio 2021 - 159 letture

In questo articolo si parla di lezione, adolfo leoni

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bPHE