Altidona. L’Ecoverde in… campo

3' di lettura 22/02/2021 - Lui è amante dei carciofi. Suo figlio ama le fragole. Entrambi prodotti dalla sua terra: la terra di Sandro Mattetti, 58 anni, titolare dell'Azienda Ecoverde di Altidona, in Contrada Svarchi, a due chilometri dal mare. Un luogo dove il clima temperato – anzi: si parla di un microclima particolare - rende tutto più... buono. E quando dice dei carciofi e delle fragole, intende che il vero esame di qualità lo sovrintende la sua famiglia valutando a partire dal proprio gusto e dalla propria mensa casalinga. Come dire: se li mangiamo noi...

Sandro è coltivatore da 40 anni. In precedenza, nei periodi autunnali, dava una mano in un frantoio delle vicinanze. Ora il lavoro è cresciuto e bisogna restare in azienda. Nove gli ettari a disposizione: metà di proprietà metà in affitto, tirati avanti con un dipendente e la collaborazione, nei tempi di maggior impegno, della moglie Tamara e della sorella di lui Maria Teresa, alle quali, precisa Sandro sornione «viene riservato un lavoro... meno pesante, come quello di pulire gli ortaggi». Eh sì, ortaggi ed anche frutta sono il cor business dell'impresa.

Di questi tempi s'intendono carciofi, bietole, broccoli, cavoli, finocchi, insalata, cicoria, poi arriveranno gli asparagi, e ancora pomodori, peperoni, melanzane... Ogni stagione il suo! A metà maggio matureranno le albicocche precoci, «il primo vero frutto della stagione buona». Sandro ha qualche pianta anche di quelle dette tardive: le settembrine, ma non ne sembra molto convinto. Della fragole abbiano detto. Occorre aggiungere ciliege e altra frutta tradizionale. Per sette anni l'Ecoverde ha usato il sistema della lotta integrata, una specie di battaglia portata avanti contro «gli insetti dannosi tramite la confusione sessuale». D'altronde, il comune di Altidona è stato all'avanguardia in questo ambito.

Tre giorni la settimana: il martedì, giovedì e sabato, Mattetti carica in auto, trasporta, scarica e sistema le sue cassette al mercato coperto di piazza Dante a Fermo, iniziativa di Campagna Amica Coldiretti. Nei mesi dei forzosi confinamenti, ha girato il territorio per consegnare i suoi prodotti nelle abitazioni. «Sono state molte le richieste. Oggi ho frenato un po' perché non c'è tempo sufficiente per star dietro a tutto».

In questi mesi, sta valutando l'opportunità di realizzare un impianto intensivo di olivi. «La raccolta sarebbe più facile, – spiega – più meccanizzata, più economica». Il tempo della scala appoggiata al fusto, aggiunge, sta finendo, perché i costi del lavoro sono alti e la concorrenza pratica prezzi stracciati.

Economicamente, Ecoverde come va? «Evitando il passaggio ai grossisti, vendendo direttamente ai clienti, la giornata la tiro fuori. Non mi lamento. Peggio va a quanti producono cereali. Io ho scelto di non coltivarli. Certo, esiste sempre l'incognita clima. Prendi i carciofi: se arrivassero forti ghiacciate sarebbero guai». A Sandro interessa sottolineare un altro fattore, che è di carattere culturale e informativo. «La gente dovrebbe capire che il prezzo non è tutto. Che la qualità è salute, ed è un investimento. Invece si vedono certi prezzi talmente bassi che io non capisco proprio come possano essere praticati».

Comunque si va avanti. «E sempre più giovani credono nell'agricoltura». Ultima notazione: «Abbiamo bisogno qui, lungo la Valdaso di terra fertile e pulita. Certi impianti a monte, di cui si parla in questi giorni, ci fanno solo preoccupare».






adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 22-02-2021 alle 11:25 sul giornale del 23 febbraio 2021 - 172 letture

In questo articolo si parla di adolfo leoni, ECOVERDE

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bPfl





logoEV
logoEV