Andrea Nolino: tutti i colori del mondo

5' di lettura 20/02/2021 - Il compito del moderno educatore non è di disboscare giungle, ma di irrigare deserti. C. S. Lewis

Andrea Nolino è nato a Torino nel 1983. Sordo dalla nascita, è figlio di genitori udenti. Si è laureato in Scienze dell’educazione e in passato ha lavorato come educatore affiancando bambini sordi con deficit cognitivi e motori. Attualmente lavora prevalentemente come docente LIS.

1) I tuoi genitori quando si sono accorti della tua sordità?
Avevo un anno e mezzo o due e mia madre aveva il sospetto che io potessi essere sordo. In effetti parlavo pochissimo e mi esprimevo molto mediante l'uso delle mani. La pediatra diceva che molti bambini presentano un ritardo nella lingua parlata. Tuttavia, un giorno mia madre ha provato a far cadere degli oggetti rumorosi e io non mi sono girato. Ero tranquillo e, vedendola comparire dinanzi a me, le sorrisi. Da quel momento capì che qualcosa non andava. Mi ha portato a fare gli esami audiometrici e da lì abbiamo scoperto la mia sordità.

2) Quando hai scoperto e imparato la LIS?
Ho scoperto la LIS nel 1988, quando sono entrato per la prima volta in una scuola speciale per sordi. Lì ho iniziato a imparare una nuova lingua ma la scuola ha chiuso quando io ero ancora piccolo. Era la fine del 1992. Ho continuato in una scuola normale fino alle superiori, tralasciando per forza di cose l'apprendimento della LIS. Eppure, grazie all’intervento di un’educatrice segnante, ho ripreso a studiarla pur usando sempre la voce perché ormai ero abituato a stare tra gli udenti. A 17 anni ho cominciato a frequentare l’ENS per conoscere il mondo dei sordi ma all’inizio non ero ben visto dalla comunità dei sordi. Mi prendevano in giro perché conoscevo poco la LIS. Da lì ho smesso di andare fin quando ho iniziato a uscire con un mio ex compagno della scuola speciale per sordi. Nel tempo ho iniziato a frequentare i sordi e ho imparato la lingua dei segni.

3) Qual è stato l'argomento della tua tesi di laurea?
Il titolo della mia tesi è “Bullismo o Cyberbullismo”. Il bullismo su internet rivolto in particolare alle persone sensibili. Avrei voluto fare la tesi sulla sordità ma, essendo un argomento ampiamente discusso, ho preferito dedicarmi ad altro.

4) Quali sono i vantaggi di avere un educatore sordo?
Il vantaggio per i ragazzi sordi è quello di avere una persona sorda in cui identificarsi, comunicare con la stessa lingua e frequentare la comunità sorda. Inoltre, l'educatore sordo fornisce le informazioni necessarie per il vivere quotidiano della persona che affianca. Purtroppo oggi gli educatori sordi sono sempre meno perché aumentano i casi di bambini sordi impiantati che necessitano di un educatore udente affinché imparino a parlare subito e bene. Io non sono contrario all'impianto, tuttavia sostengo che il bilinguismo come modello educativo possa essere utile anche ai soggetti impiantati. Resta il fatto che molte famiglie non lo gradiscono perché temono che l'introduzione dei segni vada a discapito dell'uso della voce.

5) Come sei inquadrato contrattualmente?
Sono dipendente a tempo indeterminato presso l’Istituto dei Sordi di Torino e inquadrato come educatore poiché ho la laurea. Tuttavia lavoro soprattutto come docente.

6) Qual è il tuo ruolo presso l'Istituto dei Sordi di Torino?
Lavoro in istituto come docente LIS. In passato ho svolto la doppia professione sia di docente che di educatore. È stato molto pesante perché la mattina lavoravo come educatore con ragazzi disabili gravi e la sera come docente. Giravo il Piemonte in lungo e in largo per tenere corsi LIS e la mattina seguente ero molto stanco. Per quattro anno sono andato avanti così ma poi ho deciso di fare soltanto il docente perché è un lavoro che mi ispira di più.

7) Quali sono i metodi più efficaci per insegnare a leggere e a scrivere ai bambini sordi?
Sicuramente è importante che i bambini sordi godano di un monte ore adeguato. L'educatore sordo può essere utile loro nella lettura e nella spiegazione in LIS, tuttavia non è sufficiente. Devono leggere molto in italiano per poter scrivere correttamente e acquisire ottime competenze nell'italiano scritto. Non critico i sordi ma solo leggendo possono migliorare nella lettura e nella produzione in italiano. Ho molti amici sordi che hanno difficoltà a leggere o a scrivere in italiano. Scrivono sempre seguendo la struttura SOV (soggetto – oggetto - verbo) e spesso mi chiedono di aiutarli.

8) Perché promuovere un'educazione di tipo bilingue bimodale?
Sono favorevole alla doppia modalità: segni e parole. All'inizio sarebbe auspicabile accompagnare le parole ai segni, seguendo la struttura sintattica dell'italiano. Una volta cresciuti, potranno imparare la LIS come ho fatto io. Ora segno anche se a volte mi capita di usare la voce.

9) In quanto docente LIS quali sono le principali difficoltà dei tuoi studenti?
Gli studenti non sono abituati a rimanere in silenzio in un’aula e sono soliti parlare. Cercano di interagire con il docente mediante l'alfabeto manuale ma, già dopo un paio di lezioni, iniziano a fare progressi. Inoltre, c'è sempre qualcuno che fatica a memorizzare i segni.

10) Qual è il tuo motto?
"Ruba tutti i colori del mondo e dipingi la tela della tua vita eliminando il grigio delle paure e delle ansie. Abbandona i tuoi vecchi abiti mentali e vestiti di allegria."
Omar Falworth


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 20-02-2021 alle 17:53 sul giornale del 22 febbraio 2021 - 406 letture

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