Il Donacibo nelle scuole! Un’educazione civica, attiva

3' di lettura 18/02/2021 - Dopo il Banco farmaceutico (la raccolta di farmaci dinanzi alle farmacie, destinati alle famiglie bisognose) che neppure la neve, il ghiaccio, il vento e il Burian hanno fermato, ora tocca al Donacibo. I volontari del Banco di solidarietà sono in azione in tutto il Fermano e le scuole pian piano vengono contattate e interessate all'iniziativa. In cosa consiste la mobilitazione di marzo, tempo di quaresima? Semplice: nel dire ai bambini, scolari, studenti: cari ragazzi, ci sono problemi alimentari in giro per la nostra terra, gente che non ce la fa con i propri soldi, perché allora non raccogliamo nelle scuole, debitamente attrezzate e rispettose delle norme anti Covid-19, qualche alimento per farlo consegnare a chi ne ha bisogno?

È un po' la prosecuzione di quella ormai nota Colletta alimentare di novembre. Con qualche spunto in più, stavolta. Che si chiama: educazione civica. È stata rimessa come materia negli istituti. C'è il rischio però che diventi solo parola, bella, ma astratta, che colpisca un attimo e sia dimenticata l'attimo successivo. E dove sta la novità, allora? Sta nel coinvolgimento, in un atto libero, gratuito, e avvertito come importante. Il Donacibo punta alla partecipazione dei giovani, nel render loro protagonisti di una piccola/grande azione. Attori in prima persona.

Non è il pacchetto di pasta acquistato da mamma o papà, e portato a scuola per depositarlo nello scatolone. È qualcosa che arriva da una piccola privazione: un sacrificio? come un parte della paghetta, per dare a chi non ha. È una modalità educativa per allargare il cuore e, per dirla con Giorgio Gaber, «avere gli altri dentro di noi». Condivisione: concreta, reale, vera.

Non la filantropia di chi ha già, e poco o nulla avverte nel dare, ma la carità nel senso latino: carus, provare affetto.

Le scuole di Porto San Giorgio sono state sempre le prime ad aderire. Iniziano ora quelle di Fermo e dell'entroterra. Il Donacibo 2021 vuole sottolineare anche un altro aspetto oltre all'educazione alla solidarietà: l'educazione alla sostenibilità ambientale contro lo spreco alimentare, un «invito ad un consumo consapevole attraverso l’incentivazione del recupero e della ridistribuzione degli alimenti non utilizzati». Educazione civica attiva, dunque. Specie in questo periodo dove il virus ha colpito forte. E non è un caso che il volantino di promozione riporti un brano della celebre omelia di padre Felice, tratta dai Promessi sposi di Manzoni, ai guariti della peste di Milano: «... Cominciamo da questo viaggio, da' primi passi che siam per fare, una vita tutta di carità. Quelli che son tornati nell'antico vigore, diano un braccio fraterno ai fiacchi; giovani, sostenete i vecchi; voi che siete rimasti senza figliuli, vedete intorno a voi quanti figliuli rimasti senza padre! Siatelo per loro! E questa carità, ricoprendo i vostri peccati, raddolcirà anche i vostri dolori». Un invito, in primo luogo agli stessi volontari: non si fanno cose tanto per farle, occorre coscienza. I ripetuti zoom di preparazione li hanno aiutati in questo percorso di avvicinamento all'iniziativa.

Il Banco di solidarietà cui andranno gli alimenti assiste nel territorio del Fermano una ottantina tra famiglie ed enti, distribuendo ogni 20-25 giorni il pacco alimentare. E non si tratta di una consegna di cibo ogni tot a gente sconosciuta, ma è una relazione che si tenta di ricostruire: una trama di popolo solidale. E quanto ce n'è bisogno!




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 18-02-2021 alle 17:09 sul giornale del 19 febbraio 2021 - 171 letture

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