Amandola: Lettera all'assessore Saltamartini dal Comitato per la salute dei Sibillini

4' di lettura 06/02/2021 - "Perchè invece di usare glia spazi puliti a disposizione nel Vittorio Emanuele II di Amandola si continuano a trasportare gli infortunati nell'Ospedale di Fermo facendogli rischiare il contagio Covid? Perchè sul caso contagi alla RSA di Amandola non c'è stata informazione ufficiale ?". Alcune delle domande della Presidente del Comitato Luisa Di Venanzi per le quali esige risposte.

Sono anni che Luisa Di Venanzi, la presidente del Comitato per la Salute dei Sibillini e delle aree montane, lotta come una leonessa insieme a tutti gli iscritti, per il ripristino totale dei servizi sanitari ad Amandola a favore di tutti gli abitanti dell’entroterra montano.

“ E’ dal sisma del 2016, con lo scempio dei servizi che avevamo, che assistiamo impotenti ad uno stillicidio che era peraltro prevedibile- dichiara- Non solo non ci sono stati ridati i servizi sanitari, che ci aspettavamo quale zona disagiata, con orario continuato. Al contrario con una pandemia in corso ed un unico ospedale provinciale, si continuano a spostare persone infortunate, laddove possono contrarre anche il covid. Vedi l’ultimissimo e recentissimo caso a Fermo dove è deceduto per covid un amandolese ricoverato per una frattura al femore”

“Ma cosa si aspetta ancora a ridare una chirurgia ed una ortopedia a questa zona?- si domanda la Venanzi. Abbiamo saputo che i lavori in corso nei corpi A e B del “ Vittorio Emanuele II” di Amandola sono a buon punto, allora perché non si sfruttano questi spazi da parte di personale sanitario e pazienti per evitare che si verifichino ancora casi come quello accaduto pochi giorni fa?”

Ritenendo che le risposte a certe domande siano un diritto inalienabile e quindi esigibili, la Presidente del Comitato, ha preso anche carta e penna e scritto direttamente all’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, sentendo il dovere di informarlo su come si è svolta la vicenda relativa ai contagi sviluppatisi nella RSA di Amandola. “ Notizia- dice- appresa casualmente dai social piuttosto che da fonti ufficiali come invece avrebbe dovuto essere”.

“Quanto accaduto ad Amandola, riguardo ai contagi rilevatisi all'interno della RSA, attualmente collocata nella ex scuola elementare degli anni '50, riteniamo essere degno di nota sia nel merito, che per il metodo seguiti- scrive la Venanzi- Già il solo fatto, che la cittadinanza ne sia venuta ufficialmente a conoscenza ad una settimana dai fatti e solamente dopo una casuale affermazione, sui social di un comune cittadino, riteniamo sia estremamente grave!
Degno di nota è anche il non aver chiuso gli ambulatori, durante la sanificazione dei locali della RSA, sanificazione che, a nostro avviso, andava estesa a tutta la struttura.
Molto grave, inoltre, il non aver allestito un tavolo permanente, (come fatto in altri Comuni), per tenere informata costantemente la cittadinanza sul numero dei contagi, per non parlare delle scuse addotte dal Sindaco di Amandola, responsabile della sanità locale, in merito al rispetto della privacy.
Nessuno, mi sembra, che ad Amandola abbia mai voluto fare la caccia all'untore, ma, in un contesto pandemico, riteniamo fosse dovere del Primo Cittadino dare notizie puntuali e dettagliate sul numero dei contagiati con la giusta tempestività, per la piena tutela della salute di tutti coloro, che hanno continuato, ignari, a frequentare il piano sottostante la RSA, dove esercitano tutti i giorni il proprio lavoro alcuni medici di base. La promiscuità rilevata fra i due piani è oltretutto comprovata dall'esistenza di locali di rimessaggio, utilizzati quotidianamente dagli inservienti della RSA, che attraversano costantemente la sala d'attesa dei pazienti nel piano, in cui insistono anche i medici di base”.

Oltre ad una puntuale informazione su fatti di salute che coinvolgono tutta la comunità, il Comitato per la salute dei Sibillini si aspetta che vengano finalmente accolte e messe in pratica le richieste di ripristino dei servizi sanitari su questo entroterra che si sente inascoltato nelle esigenze primarie di salute. Perché , soprattutto in un periodo pandemico come quello attuale, non si può derogare sui tempi.






Questo è un articolo pubblicato il 06-02-2021 alle 18:35 sul giornale del 08 febbraio 2021 - 705 letture

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