Svalutazione immobili: Smerillo il peggior Comune della Provincia. Amandola e Servigliano seguono il trend negativo.

3' di lettura 05/02/2021 - È Porto San Giorgio la città con il più alto costo al metro quadrato di una casa. Tante le variabili che hanno fatto crollare i prezzi degli immobili nell’entroterra fermano. Post sisma, spopolamento, assenza di servizi essenziali ed isolamento, questi i fattori primari della svalutazione. “Luoghi belli da visitare, ma questo non basta per viverci”.

Il covid ha ribaltato l’intera economia. Interi settori in totale crisi, che faticano ad uscire da questo aspirale negativo. Un ambito duramente messo in difficoltà è quello immobiliare.

Sempre meno la richiesta dei cittadini di nuovi mutui per l’acquisto di case e molto risicate le possibilità da parte delle banche di accedere ad eventuali prestiti. Di conseguenza a crollare è stato proprio il settore degli immobili. Giusto dire che quest’ultimo era già in difficoltà negli anni precedenti e la mazzata del covid ha reso l’intero impianto molto più precario.

Secondo i dati resi noti dagli enti del settore, in particolare nella Provincia di Fermo, dal 2015 ad oggi c’è stata una svalutazione immobiliare che va oltre l’11%. Un vero e proprio crollo dei prezzi al metro quadrato delle abitazioni.

Ma chi ne risente di più, come spesso accade, sono le aree interne del fermano, infatti a salvarsi e a limitare i danni sono proprio i grandi centri abitati. Su tutti il Comune di Porto San Giorgio, che dal 2015 al 2020, si conferma la località con il più alto costo al metro quadro di un’abitazione. In seconda posizione si assesta Porto Sant’Elpidio e completa il podio di questa speciale classifica l’altro grande centro, il capoluogo di Provincia, Fermo.

Ahimè, ad occupare l’ultimo posto è Smerillo, Comune montano, che vede scendere il valore delle case al metro quadrato da 935 € nel 2015, a circa 700 € nel 2020. Situazione simile anche per altri Paesi montani come Montefalcone Appennino e Montelparo.

Un calo considerevole, che si aggrava se andiamo a guardare l’altra particolare graduatoria, quella delle svalutazioni flop. Anche qui è Smerillo ad essere fanalino di coda, con una svalutazione di oltre il 20%, poco sopra, con crolli superiori al 19% ci sono altri due Comuni dell’entroterra fermano, ovvero la Città di Amandola e Servigliano.

Dati tutt’altro che incoraggianti, quindi, per le aree interne della Provincia di Fermo, che continuano a faticare rispetto ai grandi centri abitati, sempre più accentratori ed attrattori di giovani e nuove famiglie in cerca di opportunità lavorative e sociali.

Eppure i Sindaci e le Amministrazioni locali, vedi Amandola, stanno cercando con ogni mezzo di rilanciare questi luoghi, che, con il sisma nel 2016 e l’ultima emergenza pandemica, hanno subito un duro colpo, difficile da incassare.

Certo è che la complicata ripartenza nel post-terremoto ed il conseguente spopolamento, hanno contribuito molto a questa elevata svalutazione. Assenza e depotenziamento dei servizi essenziali, infrastrutture inadeguate, risicate possibilità lavorative, connessioni internet lente e non al passo con le nuove tecnologie, hanno spinto tanti abitanti a scegliere nuovi luoghi e nuovi centri, oppure a non prendere in considerazione questi territori per una vita futura.

Il rischio per queste zone è quello di rimanere dei luoghi “belli da visitare la domenica”, quando si vuole staccare dalle giornate caotiche dei grandi centri e si preferisce un temporaneo relax, un pò di area pulita e qualche bel panorama. “Luoghi belli da visitare, ma questo non basta per viverci”.






Questo è un articolo pubblicato il 05-02-2021 alle 18:51 sul giornale del 06 febbraio 2021 - 911 letture

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