Fermo, la bretella di Molini si farà: Steca e Violoni a lavoro. Pronta in 810 giorni

2' di lettura 05/02/2021 - Le ditte che si sono aggiudicate l’appalto dei lavori, ossia Steca e Violoni, hanno firmato il contratto: Molini Girola avrà la bretella.

Un’opera in programma da tempo, con fondi stanziati quando ancora c’era la Provincia di Ascoli Piceno. Poi, dal 2009 un susseguirsi passaggi, che - come afferma la presidente Canigola - sono stati tanti e lunghi, in mezzo a momenti storici particolari, cambi di normative e passaggi di competenze (legge Delrio).

«La costruzione della bretella comporterà una riduzione del traffico sulla strada attuale, che passa nell’incasato di Molini, tratto - dice la Canigola - spesso segnato anche da incidenti gravi». Quanto a Steca e Violoni, «esse - afferma la presidente - sono le ditte che, unite, rappresentano quell’imprenditoria locale con competenze e atte a meglio intervenire». Difatti, oltre ad aver presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa, esse hanno messo del proprio, apportando delle migliorie importanti per quanto riguarda la progettualità.

Lo staff - sottolineano - è tutto interno alla Provincia. Direttore dei lavori è l’ing. Pompili, coordinatore e Rup l’ing. Pignoloni, collaudatore Marcozzi, mentre, al timone della sicurezza Vallasciani.

Per ora si tratta di un tratto di strada a due corsie, di poco meno di 1,6 km, che si innesta dalla rotatoria alla base della c.d. variante del ferro fino all’ultima rotatoria, quella da poco realizzata, per un valore di 4,880 milioni di appalto. L’auspicio è che possano arrivare ulteriori fondi, per allungare il tratto.

«Mi sono ritrovato in questo ente dopo la Delrio, incrociai Offidani lungo il corridoio. Aveva a cuore quest’opera -ricorda Pompozzi, il vicepresidente - e si raccomandava affinché questi fondi non venissero distratti in favore di altro e la bretella non venisse dimenticata».

Per Pignoloni si tratta di uno dei più importanti lavori che la Provincia di Fermo abbia realizzato, «purtroppo, però - dice - l’iter amministrativo e burocratico è stato lungo, tra valutazioni della Regione circa l’impatto ambientale, pareti negativi per quanto concerne l’interferenza con il ponte San Giacomo, e ricorsi. Entro 45 giorni iniziano i lavori. Tempo a disposizione delle due ditte per ultimare l’opera 810 giorni. «Siamo nella fase di predisposizione del cantiere, abbiamo organizzare per poter picchettare» dice Steca, il quale, a proposito di migliorie, quelle che hanno rese possibile la firma del contratto, cita l’uso innovativo di materiale riciclato e il tappetto fonoassorbente. «L’aggiudicazione alla nostra Ati è stata fatta il 2 novembre 2018, poi ci sono stati ricorsi al Tar - aggiunge Violoni, a proposito dell’iter che li hanno portati fin qui. Auspico - conclude - che sia il primo tassello di una rivisitazione della viabilità della zona nevralgica di Campiglione».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 05-02-2021 alle 14:54 sul giornale del 06 febbraio 2021 - 656 letture

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