Porto Sant'Elpidio, pillola abortiva. Ferracuti: "Sbagliato mettere in discussione uno strumento collegandolo alla propria posizione ideologica"

2' di lettura 28/01/2021 - "Nelle Marche si torna a parlare di aborto. La Regione lo scorso dicembre si era scagliata contro le linee guida del ministero, che ribadivano come la pillola abortiva Ru486 fosse sicura e sancivano che questa potesse essere somministrata anche in day hospital, e ora vuole impedire che questa venga somministrata nei consultori".

Della pillola abortiva parla anche l'assessore alle Pari opportunità di Porto Sant'Elpidio, Emanuela Ferracuti. "La Regione - dice - sembra determinata a impedire la somministrazione della Ru486 nei consultori, nonostante le linee guida del ministero della Salute solo l'anno scorso abbiano sancito una volta per tutte non solo la sicurezza dell'aborto farmacologico, ma anche questo che possa essere effettuato in laboratorio senza obbligo di ricovero.

Al momento, la pillola abortiva RU486 viene somministrata solamente in tre strutture a Urbino, San Benedetto e Senigallia: non è quindi affatto semplice, per una donna, ricorrere all'aborto farmacologico, nonostante le linee guida del ministero della Salute non solo dicano che si tratti di una pratica assolutamente sicura, ma ribadiscano anche il diritto di ogni donna ad usufruirne qualora volesse interrompere la gravidanza.

Modificare la possibilità di accesso all’aborto farmacologico rivedendo le linee guida ministeriali: la Giunta regionale delle Marche mette nel mirino l’interruzione volontaria di gravidanza. E annuncia un passo indietro sulla Legge 194, per mano di Giorgia Latini, unica donna in Giunta e per altro assessore alle Pari Opportunità.

Nel 2019 sono state 1.450 le interruzioni volontarie di gravidanze avvenute nelle Marche, erano 1.537nel 2018. In una Regione dove il 69,3% dei medici è obiettore di coscienza e dove il ricorso al metodo farmacologico è fermo a una percentuale del 6% – la media nazionale è al 21% – contro il 37% della confinante Emilia-Romagna.

La legge 194 regola il diritto all'interruzione volontaria di gravidanza dal 1978. Che spesso e (non) volentieri si scontra con un altro, di diritto: quello dei medici che si rifiutano di praticare aborti secondo personali convinzioni etiche o religiose. Da una parte una legge di Stato, dall'altra la possibilità di non adempiere un dovere.

Queste le parole dell’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Porto Sant’Elpidio Emanuela Ferracuti. “La posizione presa dalla Giunta della Regione Marche sulla RU486 è ben più che spiazzante ed allarmante , non solo per la scontata posizione contraria ma, ed è qui la grande pericolosità, sull’interpretazione che ne si offre all’ascoltatore.

La pillola abortiva è uno strumento per garantire un diritto costituzionale, abortire. Uno strumento meno invasivo, alternativo a quello chirurgico.

Mettere in discussione uno strumento collegandolo a una propria posizione ideologica è sbagliato e anche pericoloso poiché rimette in discussione anni di battaglie e il ruolo della donna nella società”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2021 alle 14:32 sul giornale del 29 gennaio 2021 - 170 letture

In questo articolo si parla di attualità, Comune di Porto Sant'Elpidio, comunicato stampa

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