A teatro chiuso parte lo streaming: Progetto Creazione e Comune di S.Elpidio a Mare per la giornata della memoria in “Io che l’ho vissuto”

3' di lettura 27/01/2021 -

L’associazione Progetto Creazione, su richiesta dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Sant’Elpidio a Mare, ha presentato stamattina lo spettacolo teatrale Io che l’ho vissuto, dedicato al giorno della memoria e pensato per essere fruito dagli studenti delle scuole medie inferiori cittadine.

“Sono anni che collaboriamo con l’assessorato alla cultura – dicono i ragazzi di Progetto Creazione – che ci permette di organizzare spettacoli per il 27 gennaio dedicati agli studenti di medie e superiori, i quali finora ne hanno fruito direttamente in teatro”. Quest’anno non è stato possibile recitare in presenza, ma con l’escamotage dell’evento online in diretta e in registrazione, non ci sono limiti di fruizione e tutti possono seguire il recital dalla pagina facebook Assessorato Cultura e Turismo Sant’Elpidio a Mare.

Il recital teatrale-musicale Io che l’ho vissuto, che si apre con la lettura, da parte dell’assessore Gioia Corvaro, di un brano dal romanzo La casa in collina di Cesare Pavese, è basato sulle testimonianze dei sopravvissuti ai campi di concentramento. Tra i tre milioni di ebrei sterminati nei lager nazisti, ci sono coloro che sono riusciti ad essere liberati, ed è a loro che lo spettacolo dà voce.

In primis Liliana Segre, di cui Simona Ripari racconta la deportazione e le sensazioni vissute durante il viaggio in treno che la portò ad Auschwitz da quella casa in Via Magenta che non rivide più: “In quel treno vedevamo scorrere paesaggi, la gente piangeva o pregava, passarono notti e giorni fino alla scoperta della destinazione finale, dopodiché nessuno parlò più, eravamo tutti in silenzio consapevoli di ciò che sarebbe successo”.

Benjamin Capon, l’ebreo deportato nell’aprile 1944 da Atene, ha la voce di Alessandro Maranesi, il quale ne racconta l’arrivo al campo in cui si separò dalla sua famiglia, la voglia di scappare che mai lo abbandonò ma che si frenava alla frase “scapperemo, ma non oggi”, i giorni tutti uguali passati nel campo di concentramento e la liberazione, che diede la possibilità a Capon di riabbracciare parte della sua famiglia.

Le altre storie, quella di Goti Bauer di cui è toccante la descrizione dell’odore nel campo, “quell’odore acre di carne bruciata ti entrava prima nell’animo e poi nelle narici”, quella del fiorentino Nedo Fiano che si salvò grazie alla conoscenza della lingua tedesca, e quella di Franco Schönheit che fu salvato per merito del cognome e dell’appartenenza alla categoria degli ebrei misti, prendono le voci di Marta Porrà, Paolo Malaspina e Mirco Abbruzzetti.

Alla chitarra Emanuele Costanzi accompagna il recital e suona due canzoni simbolo della memoria: Auschwitz di Francesco Guccini e la canzone in lingua ebraica Gam Gam, colonna sonora firmata Morricone del film Jona che visse nella balena.

In un periodo in cui distanze personali e teatri chiusi sembrano alzare una invalicabile barriera alla condivisione, spinta dalla mano tesa del Comune di Sant’Elpidio a Mare l’associazione Progetto Creazione riesce a scavalcare il blocco ostacolante ed erigere una possibilità. Lo spettacolo è infatti visibile sin da ora, da tutti e per tutti, a memoria di ciò che è stato e che non dovrà più essere.


di Marina Mannucci
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 27-01-2021 alle 17:25 sul giornale del 28 gennaio 2021 - 256 letture

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