Giornata della Memoria: evento online con Cesare Catà e Valentina Angelini

3' di lettura 26/01/2021 - Ha sempre senso parlare di memoria, anche a 76 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, perché la Shoah è stato “il crimine più grave e più mostruoso mai perpetrato nella storia dell’umanità”, scriveva W.Churchill.

Ogni anno si dedicano eventi a memoria del 27 gennaio.

L’evento previsto dall’assessorato alla Cultura del Comune di Porto Sant’Elpidio sarà in diretta streaming, previsto per domani, 27 gennaio, alle ore 18.

Dalla pagina facebook ufficiale del comune (Città di Porto S. Elpidio) saranno visibili due interventi, uno a cura del filosofo e performer Cesare Catà, che interverrà con un contenuto video sulla poesia “La rosa di nessuno” di Paul Celan e l’altro a cura dell’attrice Valentina Angelini, che reciterà un suo monologo prendendo spunto da testimonianze come Primo Levi, Liliana Segre, Ilse Weber. Presenterà l’incontro l’Assessore Luca Piermartiri.

"La Giornata della Memoria non può e non deve esaurire la riflessione su quello che accadde nel cuore del nostro Continente – commenta Piermartiri - La Shoah riguardava, e riguarda, tutti, non soltanto gli ebrei, che ne furono le vittime designate. In quegli anni orrendi fu infatti posto a rischio il concetto stesso di umanità, e il suo futuro”.

A causa della pandemia gli eventi sono vietati, ma è necessario riflettere su ciò che è stato per puntare su una società libera da pregiudizi, che abbia ideali di uguaglianza e libertà, imprescindibili per il mantenimento di un mondo civile e giusto.

“La storia dell’uomo è costellata, purtroppo, da tempi antichi, di massacri, guerre e genocidi; di regimi violenti, oppressivi e arbitrari. Ma, parallelamente, con il trascorrere dei secoli, si sono via via fatte strada correnti di pensiero che hanno posto al centro della propria riflessione la dignità di ogni persona, l’inviolabilità dei suoi diritti fondamentali e il dovere di porre dei limiti al potere assoluto. Il '900 si apriva con l’aspirazione di portare finalmente a compimento la libertà, l’eguaglianza, la fraternità degli uomini.

Nel giro di pochi anni, al contrario, dalle macerie della Grande Guerra, presero corpo ideologie aberranti facendo precipitare l’Europa e il mondo nell’abisso più cupo. Milioni di donne, uomini, bambini, non solo ebrei, ma anche rom, sinti, omosessuali, dissidenti, testimoni di Geova, malati di mente, disabili, furono vittime del massacro. Nel gergo delle SS erano “Stück”, ovvero pezzi: oggetti inanimati e senza alcun valore. Le leggi razziali negavano l’istruzione, l’affettività, il lavoro, la casa, la cittadinanza. Anche in Italia, sotto il regime fascista, la persecuzione dei cittadini italiani ebrei non fu feroce e spietata. E la metà degli ebrei italiani, deportati nei campi di sterminio, fu catturata e avviata alla deportazione dai fascisti. La memoria delle vittime innocenti e di quelle atrocità va rinnovato, preservato e trasmesso alle nuove generazioni affinché non avvengano mai più quegli orrori. Perché il germe della discriminazione e dell’odio non è confinato ad una dimensione storica”.


di Marina Mannucci
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 26-01-2021 alle 14:18 sul giornale del 27 gennaio 2021 - 189 letture

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