Passione natura per Marco Ramadori

3' di lettura 24/01/2021 - Marco Ramadori ha 50 anni, abita a Piane di Montegiorgio, due figlie, vigile urbano a Servigliano, ha una grande passione: natura e riscoperta della storia e architettura locale. Se n'è invogliato da grande, seguendo lo storico montegiorgese Mario Liberati e l'infaticabile appassionato di archeologia Aldo Ferracuti, in arte Aldus Graf. Oggi Marco gira la media valle del Tenna e la racconta con i suoi video realizzati con un drone.

Ma, cercando cercando, la passione è ben più vecchia. Risale a quando era piccolo e giocava intorno ad un rudere di chiesa sulla collinetta sopra Piane. Il rudere era – ed è: tutt'ora peggiorato ancora – della chiesa farfense di sant'Angelo in Moltiliano. Un colposo abbandono!, essendo l'edificio la testimonianza, secondo mons. Germano Liberati, di come «... il vero centro antico di Montegiorgio era nella zona del Tenna, cioè in basso». «Non si vuol dire che potesse essere l'unico - scriveva il sacerdote e storico dell'arte – ma è certo che esso doveva essere il centro più importante della zona...». E Marco, sicuramente inconsapevole, giocava lì in giro attratto da quel fascino delle pietre che ancora parlano. Cresciuto, ha fatto di più. Una ventina di anni fa, la RAI aveva una rubrica subito dopo il tg, riguardante il recupero dei beni artistico-architettonici abbandonati e da segnalare. Così, Ramadori si armò di macchina fotografica, scattò una serie di foto e le inviò alla redazione. Ma da Roma nessuna risposta. Peccato, ma vabbè, si tira avanti ugualmente.

La novità arriva nel 2014. Il padre di Marco, Franco, era un allevatore che aveva sempre partecipato negli anni alla famosa e dimenticata Fiera di Fontebella, dove Fontebella è una fonte e la spianata dinanzi è una grande villa patrizia. Nei pressi c'era la compravendita del bestiame e non solo. E babbo Franco la raggiungeva passando per un sentiero sino a qualche anno fa in quasi abbandono. Sentiero, tra l'altro, che rasentava proprio il rudere di Sant'Angelo. Eh no! - diceva Marco – qui bisogna recuperarlo. Recuperarlo e camminarlo, magari insieme ad altri giovani. Detto, fatto e proposto. 50 persone al seguito, la prima volta. Riscoperta delle radici. La proposta piace. Diventa un appuntamento nei periodi caldi. Come sempre, da cosa nasce cosa. Perché non collegare il cammino di sopra sino a Fontebella con quello di sotto che rasenta il fiume Tenna? Si può fare, si fa. Così Marco s'è inventato una sorta di anello bislungo e la gente lo segue. La proposta arriva anche alle scuole dove sempre di più si è affamati di conoscenza del territorio.

Qualche tempo fa lo sbarco in video. Marco sta facendo una passeggiata con le figlie: Giorgia di 14 anni e Gloria di 16. Le ragazze sono avvezze ad instagram, facebook, social in genere. Filmano il padre mentre lui spiega quei cipressi amorosi e quel fiume un tempo adatto a pesca e bagni. Marco ci prende gusto. Dal telefonino alla telecamera al drone e il gioco è fatto. Fatto insieme a Viarum, un'associazione di appassionati sostenuta dall'amministrazione comunale di Montegiorgio, in primis il vice sindaco Giordana Bacalini. Da qui il recente accordo per la realizzazione del Parco fluviale montegiorgese cui contribuirà la Picena Energie Srl, azienda che si occupa della centrale idroelettrica.

Per non perder tempo, c'è sempre il Palio di San Paolo, di cui Marco è tra gli organizzatori.




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2021 alle 10:43 sul giornale del 25 gennaio 2021 - 249 letture

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