Olio, stagione ok. Al frantoio Vitali/Alessandrini di Monterubbiano

3' di lettura 15/01/2021 - Un frantoio, un grand'olio, due famiglie imparentate. Il frantoio è dei fratelli Vitali (Elena, Ermanno, Enrico) e di Massimo Alessandrini. Massimo, con sua moglie Moira, ne è l'attuale gestore. L'azienda, che lui definisce «artigianale» con sede in via Porta Marina, 46, a Monterubbiano, ha una storia di oltre mezzo secolo. Risale ai nonni, agli zii e ai padri degli attuali soci. Specie a «nonno Luigi» che, da mezzadro, si fece frantoiano e avviò l'attività di oggi. Frantoiano intelligente e lungimirante. Il suo frantoio usò per primo un frangitore a martelli. Oggi è normale, 52 anni fa era avveniristico.

Massimo e Moira sono entrati in società con i parenti Vitali nel 1998. Lui fa la campagna olearia di ottobre e novembre, lei tira avanti tutto il resto: acquisto dell'oliva, imbottigliamento, contabilità, contatto con i clienti, trasporti, consegne. Quando si dice le donne...

Una minima parte delle olive arrivano da un appezzamento di proprietà, il resto da territori circostanti dopo una attenta verifica delle olive. Una certa quantità viene acquistata a Colle Corvino, in Abruzzo, località molto simile al sud delle Marche. A proposito della scelta delle olive, fu una modalità applicata sin dall'inizio dell'attività dal sig. Luigi che andava personalmente nei campi a verificarle stabilendo rapporti di amicizia con i coltivatori.

«Questa stagione è stata buona» racconta Massimo, che specifica anche il tipo di olive usate: il Leccino e il Frantoio soprattutto, una minima parte di Sargano, e poi Carboncella e Pecorino. Le olive vengono subito lavorate, «è bene farlo con l'oliva più fresca possibile». La spremitura – tiene a sottolinearlo – avviene a freddo. Poi un dettaglio importante: «il frangitore a martelli consente di schiacciare l'oliva senza farle prendere aria, per cui gli aromi non si disperdono, restano concentrati e l'olio li ripropone tutti». Ecco l'olio extra vergine di oliva. Duecento quintali l'anno la produzione, sempre che non ci si metta di mezzo un clima avverso. Non una grandissima produzione, ma una produzione di qualità. Di cui si sono accorti anche i cinesi. Due pallet sono in partenza proprio in queste ore verso il Celeste Impero là dove vive Ermanno Vitali convintissimo sostenitore della Dieta mediterranea e quindi dell'olio. Altri clienti sono nelle Marche, ma non solo, privati, ristoranti, chalet. C'è da dire che il frantoio opera anche conto terzi. Nel senso che, nel corso della campagna olearia, la struttura è a disposizione anche di altri.

Quest'anno, con un confinamento precauzionale di Massimo causa Covid, è tornato in campo, nel senso vero del termine, suo cugino Federico Vitali, fondatore della FAAM batteria e attuale vice presidente del gruppo FIB-FAAM. Per 20 giorni ha girato le campagne come quando aveva 17 anni. Qualcuno, come il sig. Anto', se l'è pure ricordato... Il frantoio è stato chiuso una settimana. Quindi, dopo una attenta sanificazione – tra l'altro neppure richiesta dalle norme – e il tamponamento dei collaboratori, la struttura ha riaperto i battenti.

A dare una mano, nel momento di emergenza, hanno contribuito anche le figlie di Massimo: Letizia e Maddalena. Non hanno fatto mancare il loro aiuto Elena di ritorno da Bologna ed Enrico Vitali.

Insomma, la tradizione continua. La famiglia tiene. E l'olio è squisito.




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 15-01-2021 alle 19:16 sul giornale del 18 gennaio 2021 - 215 letture

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