Mamme in viaggio. Un progetto per le necessità delle donne con bambini al seguito

3' di lettura 16/01/2021 - Dalla realtà la domanda e la risposta! Un caso significativo. Prendiamo Anastasia Nicu. 27 anni, sposata, residente a Fermo, da qualche mese mamma di Sibilla Maria. La bambinetta scalpita, è vivace. La mamma invece è molto posata e riflessiva. Anastasia ha iniziato da qualche tempo ad occuparsi di turismo. E si è chiesta: cosa può fare, cosa può desiderare e cosa può aiutare un mamma (una famiglia giovane) con bambino al seguito che gira per le Marche, l'Italia, il mondo, per lavoro turismo cultura o situazioni particolari? Come un borgo, un paese, una città, possono rispondere alle sue esigenze?

E, allora, guardando la propria condizione è scattata l'idea divenuta un progetto per la Commissione europea del Green deal. Un progetto che parte da un'esperienza fatta. Anastasia ha finto di scendere da un aereo a Falconara, di prendere, stavolta sul serio, il treno (la carrozzina appare ingombrante) per recarsi ad Ascoli Piceno e poi a Fermo; di lasciare la stazione e raggiungere il centro città (con cosa?); di pranzare in ristorante (ci sono le sale per allattamento e i fasciatoio?), di recarsi ai musei (esistono app per conoscere orari?), etc. etc.

Cos'è successo? Cosa ha verificato? Ha verificato quel che necessiterebbe. La sua esperienza è stata sintetizzata in trenta categorie di servizi che una città capoluogo offre o dovrebbe offrire alle madri. Una sorta di indagine/valutazione che Anastasia lancia alle sue “colleghe” mamme per costruire una rete. Come dire: valutate insieme i luoghi se rispondenti alle vostre necessità, e date loro un punteggio in base ad alcuni parametri: mezzi pubblici e servizi in città; tre categorie: “Bebè” per bambini di 0-2 anni, “Young” 2-9 anni, “Teen” 10-13 anni. I punteggi da attribuire saranno: da 30 a 45 punti avremo la “Città ideale per giovani mamme”; da 46 a 75 “Città che merita un plauso”; da 76 a 100 “Città che potrebbe diventare ideale”; da 101 a 150 “Non è un luogo per giovani mamme”. Con un occhio particolare alla valutazione green e sostenibilità.

L’obiettivo è quello di «creare una mappa di accessibilità alle principali città europee (ma non le capitali o le città metropolitane) per mamme che non vogliono perdere la voglia di viaggiare, di sentirsi cittadine d’Europa, che vogliono accrescere la propria conoscenza delle specificità territoriali, promuovere la conoscenza europea incentivando così un senso condiviso di cittadinanza europea contaminandosi culturalmente pur nelle differenze specifiche». Inutile aggiungere che tale mappa tornerà utile anche alle amministrazioni dei capoluoghi «per capire come affrontare le nuove sfide del turismo, e servirà ai propri cittadini come confronto per migliorare i servizi alla clientela potendola così accrescere». Tra i sogni di Anastasia c’è anche quello di creare un premio per le città che accolgono meglio le giovani mamme, e magari titolarlo: “City for Young Mom”.

«Questo progetto – precisa Anastasia - vuole quindi creare una tabella europea condivisa con tutte le mamme del Continente che vorranno aderire all’iniziativa, tabella che esprima in maniera sintetica ma allo stesso tempo esaustiva i servizi o i disservizi che le città capoluogo di distretti e province offrono alle giovani mamme in viaggio per lavoro o cultura».

Un'idea che parte dal realismo. Un progetto importante. Tanto che Anastasia Nicu è stata iscritta al premio “Carlo Magno”. Se vogliamo battere la desertificazione demografica, anche questo aiuta.




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 16-01-2021 alle 17:04 sul giornale del 18 gennaio 2021 - 173 letture

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