Fermo, accuse alla sanità. Livini mette in chiaro: "Argomentazioni fondate su dati errati"

4' di lettura 15/01/2021 - "È il tempo di svestirsi dei ruoli rappresentativi e di indossare gli abiti da lavoro perché ne abbiamo bisogno".

Sono le parole del direttore di Av4 Livini, il quale ha smentito le accuse e le polemiche nei confronti del sistema sanitario.

"In un tempo particolare, in cui il sistema sanitario si trova a fronteggiare una delle sfide più dure ed importanti dell’ultimo mezzo secolo, risulta quanto meno di poco gusto dover leggere attacchi che contribuiscono ad incrementare il senso di preoccupazione ed ansia che tanto aleggia e si respira in questo periodo. Ancor più grave è se le accuse e le argomentazioni proposte si fondano su dati errati e non veritieri.
Le polemiche e gli attacchi letti nelle cronache odierne, in particolare da parte di Giuseppe Donati, nei confronti del sistema sanitario fermano, circa presunti tagli sul capitolo del personale, muove dall’idea che nel 2020 il numero di unità presenti in servizio, “rispetto all’anno 2019”, sia diminuito di 44 figure. Peccato che, analizzando in modo più approfondito i dati, emerga che il Piano occupazionale 2020 (all’interno del Piano triennale del fabbisogno 2020-2 in corso di adozione) presenta un incremento di personale in termini di unità equivalenti (personale effettivo) pari a +9 unità. In particolare parliamo di infermieri, assistenti sanitari, oss, fisioterapisti e logopediste. Infatti, delle 44 unità in riduzione evidenziate, ben 41 si riferiscono a cessazioni di teste avvenute nel mese di dicembre 2020, compensate da altrettante e maggiori assunzioni previste nel mese di gennaio 2021.
E’ opportuno evidenziare, inoltre, che a queste 9 unità incrementali del 2020, rispetto al 2019, si debbano aggiungere altre 32 assunzioni effettuate, sempre nel corso dell’anno appena passato, per fronteggiare l’emergenza Covid. Arriviamo complessivamente, quindi, ad incremento di 41 unità rispetto al 2019.
Se poi si considera che il succitato piano triennale, da intendersi come strumento di programmazione nel medio periodo, prevede nel triennio un incremento di altri 90 dipendenti. Nel dettaglio, 28 dirigenti medici, 15 infermieri, figure amministrative, assistenti sanitari ed altre unità di comparto. E’ quindi ancor più evidente e chiaro che gli attacchi che ci vengono rivolti sono totalmente privi di fondamento.
A riprova di quanto sopra evidenziato, va segnalato che il costo del personale, anzichè ridursi di presunti 107mila euro, come affermato, è in realtà aumentato, da un anno all’altro, di ben 376mila euro, e questo per le sole assunzioni, senza considerare gli emolumenti aggiuntivi pagati al personale per il lavoro effettuato oltre il proprio orario.
Questa è realtà comprovata, quindi le accuse mosse si dimostrano solo speculazioni che si sciolgono come neve al sole. Rimane il senso di amarezza da parte di chi opera nel sistema, lottando quotidianamente per difendere e garantire il buon funzionamento della sanità locale. Restano l’incertezza, lo spaesamento, la preoccupazione indotti nella popolazione del territorio, che di fronte a palesi falsità come quelle presentate, potrebbe sentirsi erroneamente persa ed abbandonata.
Tengo a precisare che ritengo non vada confuso il valore del sindacato con le esternazioni di un singolo esponente, che si dimostra una volta di più nemico dell’azienda in cui lavora.
L’Asur ha aumentato di gran lunga i servizi di questo territorio negli ultimi 5 anni, mantenendo alti standard assistenziali nei reparti, nelle strutture territoriali e nell’assistenza domiciliare, anche in questa fase di massima emergenza.
L’azienda opera nel rispetto delle regole, all’interno di norme e tetti di spesa dettati dai livelli legislativi. L’azienda è gestore di risorse assegnate annualmente.
La parte sindacale, per fornire un contributo utile e propositivo, potrebbe intervenire maggiormente a livello regionale per ottenere un’assegnazione delle risorse in maniera equa e per unificare i fondi contrattuali dei lavoratori, al fine di adeguare i riconoscimenti economici al personale. Infondata anche l'accusa di carenze nella fornitura di dispositivi di protezione al personale. Tutti i dipendenti impiegati nei diversi settori sono regolarmente dotati di tutti gli strumenti di protezione per lavorare in sicurezza.
Per concludere, l’esternalizzazione di alcuni servizi è stata una decisione obbligata, a garanzia dell’implementazione delle nuove attività nate negli ultimi tempi e di una più necessaria copertura di servizi essenziali, come la pediatria. Una scelta dettata dal difficile reperimento sul mercato di specialisti titolati in alcuni settori sanitari.
Ora comunque è il tempo di svestirsi dei ruoli rappresentativi e di indossare gli abiti da lavoro perché ne abbiamo veramente bisogno".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2021 alle 19:57 sul giornale del 18 gennaio 2021 - 572 letture

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