Cannabis Light a Fermo: dove comprarla

6' di lettura 15/01/2021 - Fermo è un comune dell’omonima provincia marchigiana che conta circa 36 mila abitanti. Questa città, distante 6 chilometri dal Mar Adriatico, è anche sede arcivescovile.

Come la maggior parte dei luoghi delle Marche, Fermo si erge sulle pendici di una collina; si tratta del Colle Sàbulo, denominato così per la sua formazione arenacea. A differenza delle altre province, la città di Fermo si colloca in una posizione strategica che la pone esattamente al centro ed equidistante da Ascoli Piceno e Ancona. La formazione della stessa prevede una netta distinzione tra la città storica, che si estende attorno al colle Sàbulo e rimasta quasi del tutto allo stato originale, e la parte nuova, nella quale è possibile ammirare le costruzioni moderne. Avendo una parte storica intatta, è stato possibile risalire a materiali funebri risalenti ai secoli XI e VIII a.C.

In questa splendida cittadina storica, è possibile reperire Cannabis Light? Qui di seguito tutto ciò che c’è da sapere in merito.

Cos’è la Cannabis

Parlare di Cannabis oggi può portare a pensare che si tratti solo della questione stupefacente, ma in realtà si tratta di un processo ben più lungo che ha origine dalla pianta di canapa, quella particolare foglia lanceolata che tutti riconoscono senza particolari delucidazioni. Si tratta di una specie appartenente alla famiglia delle cannabaceae che al suo interno prevede varietà non facilmente classificabili. Questo perché vi sono alcune scuole di pensiero che suddividono le varietà in: cannabis sativa, indica e ruderalis. Mentre per altri la cannabis ruderalis, quella a basso tasso di THC, non è nient’altro che una sottospecie della sativa. La differenziazione sostanziale alberga nella percentuale di tetraidrocannabinoli (THC) e cannabonoidi (CBD) presenti all’interno. La canapa ha fin dall’antichità costituito materia prima per la produzione di carta, corde e tessuti e non è stata mai sottratta alla sua funzione psicotropa. La coltivazione ha subito poi, dopo uno slancio favorevole registrato negli nell’Ottocento, una parabola discendente in seguito al proibizionismo del 1937. Le funzioni della canapa prima del proibizionismo

La storia attesta la presenza di canapa e delle sua produzioni già in tempi antichi. La testimonianza meno recente risale all’8000 a.C e riguarda un pezzo di stoffa rinvenuto in una grotta in Romania. È da millenni, infatti, che la produzione della pianta di canapa fornisce un’ottima fibra tessile. Largamente diffusa ben presto anche in Europa, di cui le isole britanniche furono pioniere, la commercializzazione entrò a gamba tesa in Italia grazie alle Repubbliche marinare, che la utilizzarono per corde e vele. La prima importazione a scopo commerciale in Nord Europa si deve a Ronald Guternbach, politico e commerciante di Lubecca vissuto nel XIII secolo. George Washington testimoniò nel proprio diario la propria produzione personale della pianta. L’uso psicotropo della pianta risale ai tempi degli Assiri, Sciiti, Traci e l’imperatore Shen Nung, padre della medicina cinese, la includeva nella sua farmacopea. La diffusione a macchia d’olio europea si registrò però nell’arco dell’Ottocento. La Cannabis a uso ricreativo registra in questo periodo un vero e proprio boom modaiolo, tanto che a Parigi nacque il Club des Hashishins, frequentato da Baudelaire, Hugo, Dumas, Balzac e molti altri volti di spicco. Negli anni ‘30 si registrò un rinnovato interesse per la canapa e la sua commercializzazione, che subì però una battuta d’arresto in seguito alla legge sul proibizionismo del 1937.

I limiti del proibizionismo e la terapia del dolore

Come ogni provvedimento drastico che si rispetti, il proibizionismo portò ad un notevole aumento della cannabis indoor un po' in tutto il mondo e in particolare in Inghilterra, dove incroci ibridi portarono alla realizzazione di sostanze estremamente ricche di THC, fino a 4 volte i livelli normali. Tuttavia a screditare questa diceria intervenne una ricerca secondo la quale vennero registrate sostanze che non superarono mai il 24%. Si tratta quindi di un’ipotesi mai confermata. L’intervento sostanziale che portò all’attuale legalizzazione della Cannabis light, si deve alla terapia del dolore. Si tratta di quelle malattie patologiche come la fibromialgia o il cancro, che comportano una terapia dolorosa. Si è attestata nel tempo la capacità della cannabis di attenuare e lenire quei dolori muscolari particolarmente insostenibili. Nel ‘96 il Canada fu il primo Stato a legalizzare la Cannabis a uso terapeutico.

L’Onu cancella la Cannabis dalle sostanze pericolose

Si è già visto quanto la terapia del dolore abbia avuto non poche difficoltà ad essere riconosciuta valida. La Cannabis, però, ha proprietà mediche indiscutibili ed è per tale ragione che l’Onu ha stabilito la sua rimozione dalla tabella IV della Convenzione del 1961 sugli stupefacenti. Si tratta di un passo storico importante che decreta un nuovo passaggio che segue prima il proibizionismo del ‘37 e poi la sua legalizzazione a partire dal ‘96. La commissione narcotici delle Nazioni Unite, infatti, ha ufficialmente riconosciuto, in voto a Vienna, le proprietà mediche della Cannabis. L’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, aveva già caldamente consigliato in passato la rimozione della sostanza dalla quarta tabella degli stupefacenti, nella quale sono presenti anche come sostanze ad alto rischio eroina e cocaina. C’è da premettere però che questa virata sostanziale riguarda soltanto la terapia del dolore e di conseguenza nulla ha a che vedere con la commercializzazione della sostanza a scopo ricreativo.


Cannabis Light cos’è e dove comprarla

Con il termine Cannabis Light, ci si riferisce alle sostanze di Cannabis in cui il principio attivo del tetraidrocannabinolo (THC) è basso o insignificante. Ed è il motivo per il quale questa sostanza ha potuto godere della sua legalizzazione in numerosi luoghi del mondo. Il primo paese a legalizzarne l’uso fu il Canada nel 1996, al quale si accodarono nel tempo Australia, Cile, Colombia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Paesi Bassi, Perù, Polonia e Regno Unito mentre negli Stati Uniti hanno aderito 31 stati federali. I prodotti in vendita hanno pi forme a seconda dell’uso ricreativo e hanno un principio attivo basso della THC, responsabile dell’effetto stupefacente, e un tasso soddisfacente di cannabidiolo, cioè CBD, che ha invece un effetto rilassante. A Fermo la Cannabis Light è disponibile in alcuni punti vendita ma è possibile acquistarla anche sul sito di e-commerce di infiorescenza di Cannabis Light e olio di canapa.






Questo è un articolo pubblicato il 15-01-2021 alle 14:47 sul giornale del 16 gennaio 2021 - 174 letture

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