Scuola chiusa e disabili a casa. Come hanno provveduto gli assistenti all'autonomia?

3' di lettura 14/01/2021 - Scuola: questo grande enigma oggi, con la pandemia. Si è parlato spesso degli studenti che vanno o non vanno in classe, di DAD e dei problemi conseguenti, degli insegnanti che ce la mettono tutta per ovviare a un disagio evidente. Molto meno s'è detto di quei ragazzi con disabilità che in aula sono sostenuti da operatori particolari: gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione.

Cosa fanno per chi resta chiuso in casa? Come è possibile assistere a distanza? Ho fatto una piccola indagine nella zona di Civitanova Marche/Potenza Picena aiutato dalla Dott.ssa Maristella Avallone, Coordinatrice Servizi Educativi della Cooperativa sociale Il Faro di Macerata.

Claudia, che segue un ragazzo affetto da spettro autistico e frequenta le scuole superiori, le ha studiate tutte pur di tenere impegnato lo studente.
«Gli ho fatto fare alcuni esperimenti con acqua e sale. Per quanto riguarda invece l'attività motoria ho cercato di fargli utilizzare gli oggetti presenti nella sua abitazione: una scopa, bottiglie di acqua vuote...».
Ma non ci si è fermati qui. Attraverso un programma powerpoint, Claudia ha condiviso sullo schermo del computer del ragazzo una storia inventata «che fungeva da partenza per lavorare su altro: come il disegno del personaggio, il lavoro sulle stagioni e sui colori». Il risultato è stato importante.
«Questa attività lo ha colpito così tanto da essere riuscito finalmente a discriminare i colori, nonostante per anni si è cercato di fargli acquisire questa competenza».
Martina, invece, ha seguito due bambini: uno alle scuole d'infanzia, l'altro ai primi anni della scuola primaria. All'inizio era scettica di poter lavorare a distanza, pensava fosse impossibile ottenere risultati relazionandosi con i bambini attraverso lo schermo del pc. Però si è superata, ha reso il problema una opportunità.
Ha cercato di individuare tutte quelle attività che potevano destare attenzione e curiosità.
«Tutte le video chiamate sono state impostate su contenuti ludico-ricreativi». Un approccio giocoso, insomma. E i risultati non sono mancati.
Cos'ha fatto? Ha proposto letture animate, collage, pittura, decupage, giochi on line, temi come il rispetto dell'ambiente durante la Giornata della Terra, un esperimento riguardante i vulcani, senza dimenticare di insistere sulle regole da rispettare per proteggersi dal Corona virus.
«I bambini hanno saputo reggere la relazione attraverso lo schermo, ma sicuramente quello che è stato realmente determinante – racconta Martina - è stata la preziosa collaborazione delle famiglie».
Un'altra operatrice che sosteneva due ragazze delle Superiori, ha proposto videochiamate in simultanea «sia per farle divertire maggiormente conversando tra coetanee, sia per ricreare la situazione che solitamente erano abituate a vivere a scuola».
E non è mancata la “scuola di cucina”: la realizzazione di dolci, seguendo le indicazioni dell'operatrice. Gli educatori di una scuola superiore di Civitanova, hanno organizzato invece videochiamate tra tutti i ragazzi con diverse disabilità, «come una sorta di appuntamento in piazza». Un appuntamento che i giovani aspettavano impazienti e durante il quale si raccontavano le loro vite come fosse un'uscita in gruppo.

La fantasia creativa!




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 14-01-2021 alle 16:22 sul giornale del 15 gennaio 2021 - 213 letture

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