Il Murri paralizzato dal covid. Inaccettabile una sola struttura per l’intera Provincia. Perché ad Amandola la nuova Medicina non è in funzione? Piccoli ospedali chiusi inutilmente? Si doveva fare meglio!

3' di lettura 11/01/2021 - I passi falsi del passato si stanno pagando ora. La sanità di tutti appesa alle sorti di una sola struttura. Quanto sarebbero serviti quegli Ospedali prima depotenziati e poi chiusi. Zona montana e Valle dell’Aso abbandonate a se stesse?

Questo maledetto virus ha messo in ginocchio l’intera nazione. Lasciarsi alle spalle quel fallimentare 2020 sembrava l’unica soluzione, ma l’inizio di Gennaio è stato tutt’altro che positivo. Vaccinazioni in tremendo ritardo e la terza ondata che si avvicina.

Stringendo lo sguardo e rivolgendosi al territorio nostrano, il quadro sembra non migliorare. A tenere banco in queste ultime ore, è la notizia del focolaio esploso all’interno dell’Ospedale Murri di Fermo. Su 17 degenti ricoverati ben 13 sono risultati positivi, oltre a 40 contagiati tra infermieri ed Oss. Una situazione di criticità massima, che l’Asur 4 segue costantemente.

Ad aggravare il tutto è la totale paralisi a cui il Murri è andato incontro. Reparti interamente bloccati ed una rincorsa contro il tempo per accorpare le aree ed i reparti non covid al 6° piano, nel padiglione nuovo. Immediato l’appello del Direttore dell’Area Vasta 4 Livini, che ha chiesto sostegno agli altri dipartimenti sanitari, in particolare il 3 e il 5, per mettere a disposizione alcuni posti letto dove trasferire i pazienti del Murri ed alleviare la pressione sull’ospedale fermano. Tanta la paura e la preoccupazione dei cittadini, molte le visite e gli interventi di routine cancellati già questa mattina, le operazioni non strettamente necessarie devono attendere.

Dopo la notizia del focolaio, timore ed incertezza hanno invaso tutti i Comuni della Provincia e tante sono state le domande e gli interrogativi che sono tornati a galla, per questo ci si chiede: è mai impossibile che l’intero territorio provinciale dipenda da un solo Ospedale? È accettabile che la sanità di tutti sia appesa alle sorti di un’unica struttura? E se quell’unico ingranaggio si bloccasse, come accaduto ieri, cosa succederebbe? Perché mai chiudere tutti i piccoli ospedali e presidi, se poi episodi di questo tipo dimostrano quanto sarebbero potuti essere fondamentali e decisivi? E soprattutto, perché ad Amandola, il nuovo reparto di Medicina non è ancora in funzione? Non è ammissibile che, in un momento critico come quello attuale, la zona montana e la valle dell’Aso vengano abbandonate a se stesse!

Sono questi gli interrogativi che attanagliano molti cittadini e che è normale tornino attuali in un momento critico come quello che stiamo vivendo. In passato sono stati fatti passi falsi ed ora ne stiamo subendo le conseguenze, questo è chiaro. La politica del depotenziamento e della chiusura dei presidi ospedalieri non ha portato a nulla, anzi ha lasciato ancora più isolati gli abitanti di quelle zone periferiche lontane dal fulcro del fermano e la pandemia ha accentuato la differenza tra cittadini di Serie A e di Serie B.

Avere, ad esempio, un Ospedale funzionante ad Amandola o in un altro Comune delle aree interne, anche se con servizi ridotti, ma comunque essenziali, vuol dire davvero molto e un 2020 interamente passato a lottare contro questo dannato virus doveva insegnarcelo e invece così non è stato.

Un primo passo potrebbe essere attivare il nuovo Reparto di Medicina ad Amandola, ma va fatto in fretta. Permettere che la sanità di 40 Comuni resti appesa al funzionamento del solo Murri è rischioso, inaccettabile e controproducente per l’intera Provincia. Una Provincia che è all’ultimo posto per quanto riguarda la sanità nella nostra Regione ed è stata la più colpita e maggiormente penalizzata da questa inconcludente politica del depotenziamento ospedaliero.

L’augurio è uno solo, che questo triste episodio del focolaio Murri sia da esempio a chi di dovere affinchè non commetta più passi falsi camminando sopra la salute dei cittadini.






Questo è un articolo pubblicato il 11-01-2021 alle 17:50 sul giornale del 12 gennaio 2021 - 1682 letture

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