Fine anno tempo di consuntivi per il Settore del Cappello. Il punto del presidente nazionale Paolo Marzialetti

5' di lettura 01/01/2021 - Da gennaio a settembre2020 si registrano cali a doppia cifra in ogni comparto, ma il terzo trimestre registra una debole ripresa. Unico dato positivo il boom delle vendite on line, ma che non risolvono le perdite di questo 2020 nero.

Fine anno, tempo di bilanci, soprattutto in questo 2020 bisesto e funesto, come recita un detto antico, che ha messo a dura prova sanità ed economia. Come se l’è cavata il distretto del cappello che è uno dei motori della nostra economia territoriale? E quali sono le aspettative per il 2021?

Lo abbiamo chiesto a Paolo Marzialetti, Presidente Nazionale Settore Cappello e Vicepresidente della Federazione Italiana TessiliVari che ci fornisce tutti i dettagli.

"Partiamo dall’assunto che circa il 70% del valore in termini di aziende, addetti e fatturato spetta al nostro Distretto del Cappello Fermano (Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado, Falerone) - Maceratese (Mogliano, Loro Piceno, Sant'Angelo in Pontano), il cui core-business e` comunque rappresentato dai soli comuni di Montappone e Massa Fermana, dove risiedono oltre l'80% delle aziende del Distretto e circa il 50% di quelle su scala nazionale.

Secondo Stime della nostra Federazione su dati ISTAT, relativi al periodo Gennaio-Settembre 2020, comparati con quelli relativi al periodo Gennaio-Giugno 2020, che includevano esclusivamente la prima ondata pandemica, il comparto del Cappello nel periodo Gennaio-Settembre 2020 presenta, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nel suo complesso una diminuzione sia delle esportazioni che delle importazioni.

I Cappelli di paglia registrano un calo delle importazioni di -31,2% in valore, in linea con il Trimestre precedente. Le esportazioni invece diminuiscono a 15 milioni di euro, con un calo del 22,8%, peggiorativo rispetto al dato del Giugno scorso dove il calo si era fermato al 16%. Questa tipologia di prodotto è molto legata alle vendite della stagione estiva, partita molto in ritardo proprio per via della prima ondata pandemica.

I Berretti evidenziano un calo delle importazioni (-15,6%) e di -16,3% delle esportazioni, in leggero recupero però rispetto al Trimestre precedente dove il calo era stato più pesante (-20,4%) e di -20,1% delle esportazioni, in cui le vendite anche in questo caso erano state falcidiate dalla prima ondata.

Il paese maggior fornitore resta la Cina con 34,5 milioni di euro, (-26,5%) pari al 39% del totale importato, che peggiora il dato del segmento precedente dove la contrazione si era arrestata a -20,3%.

Le esportazioni principali in Svizzera, dove sono presenti quasi tutte le piattaforme logistiche e distributive delle principali multinazionali del comparto del Lusso, cresciuto enormemente nelle stagioni precedenti prima del Covid-19, che però mantiene saldamente la testa della classifica pur avendo subito un grosso impatto a causa della prima ondata pandemica (25,4 milioni di euro, -30,8%), comunque in recupero rispetto al Primo Semestre, dove la prima ondata aveva generato un calo ancora più rilevante con -39,6%. Sempre sul podio, come avviene da qualche stagione, i mercati tradizionali europei con la Germania (16 milioni di euro, -16,6%), che peggiora il dato del Trimestre precedente, che aveva arrestato la contrazione a -9,3%, ma che ad ogni modo sopravanza la Francia (15,6 milioni di euro, -15,5%), che peggiora anch'essa il dato del Primo Semestre arrestatosi a -10,3%. Poi giù dal podio il Regno Unito (14 milioni di euro, -10,4%), che recupera parzialmente rispetto al -17,3% del Giugno scorso. Gli Stati Uniti (9,9 milioni di euro, -14%), anch'essi in leggero recupero rispetto al -17,2% del Trimestre precedente. Grosso calo anche per la Spagna (5,6 milioni di euro, -26,7%), in leggerissimo recupero dal -29,8% di Giugno. Poi i Paesi Bassi (4,7 milioni di euro -2%), che hanno recuperato quasi totalmente rispetto al -11,8% del Primo Semestre. Infine la Russia (3,8 milioni di euro, -3,9%), la Polonia (3,6 milioni di euro, +0,3%) ed Hong Kong (3,4 milioni di euro, +24,3%), che pur essendo un piccolo mercato di sbocco rappresenta attualmente la punta di diamante dell'Estremo Oriente e spodesta in questo primato la Corea del Sud, che nel trimestre precedente, avendo già superato l'impatto pandemico, era cresciuta addirittura del +82,8%. A differenza del Giappone, che non figura più tra i primi mercati di esportazione per il nostro paese".

“In ultima analisi anche il Settore Cappello in Italia ha sperimentato nel 3° Trimestre dinamiche un po’ meno sfavorevoli rispetto al 1° Semestre, ma comunque ancora non positive, che evidenziano nel periodo esaminato cali a doppia cifra. Il calo da inizio anno resta considerevole, in tutte le variabili ed i dati dei primi nove mesi dell’anno mostrano che anche il nostro comparto è stato messo a dura prova dall’emergenza sanitaria, malgrado i primi timidi segnali di rientro alla “normalità” nella domanda, soprattutto a livello internazionale nell'ultimo Trimestre. Forte è dunque anche per noi la preoccupazione per i mesi a venire, anche perché tali dati non includono la seconda ondata pandemica, dalla quale non siamo ancora usciti, malgrado l'inizio della campagna di vaccinazione iniziata in questi giorni.

Unico dato positivo il boom delle vendite online delle principali piattaforme, che non risolvono in ogni caso un 2020 nero per gli acquisti in Italia, considerato anche il crollo dei flussi turistici dall’estero e dei mancati introiti da essi derivanti, anche e soprattutto per il segmento del Lusso. Mentre le esportazioni, che da sempre costituiscono il traino anche per il nostro Settore, hanno subìto nei primi nove mesi dell’anno una contrazione del -16,3%, seppur in leggero recupero dal -20,1% del Primo Semestre, pur in assenza di alcun auspicabile “rimbalzo”.






Questo è un articolo pubblicato il 01-01-2021 alle 18:25 sul giornale del 02 gennaio 2021 - 485 letture

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