Un Natale diverso

2' di lettura 23/12/2020 - Sicuramente sarà un Natale diverso da molti altri o da tutti gli altri, un Natale austero per alcuni, forse per altri più sentito e partecipato. C'è chi dice : "quest'anno non mi sembra che sia arrivato Natale". Gli addobbi per i paesi e i borghi non mancano, ma l'atmosfera che si respira è ben diversa da quella degli anni passati. Gli animi sono differenti e quell'emotività insita nello spirito natalizio sembra svanita.

Per i bambini il Natale è sempre un periodo magico, c'è chi sceglie i regali per loro, chi li incarta e li mette sotto l'albero, per non deluderli e renderli felici, ma anche loro, seppur in misura minore, vivranno quelle restrizioni a cui noi adulti siamo più soggetti. Non festeggiare le festività con i nonni o gli zii, con i genitori o i fratelli o gli amici, è una grande perdita emotivo-affettiva per grandi e piccini, non si potrà godere di quel clima festoso e gioioso tipico di una famiglia numerosa, quest'anno il cenone è per pochi intimi. Quella goliardia tipica dei festeggiamenti di fine anno è stata bandita, ci hanno privato del diritto al lavoro e anche della gioia dello stare insieme, qualcuno dirà che ci è rimasto ben poco per cui vale la pena di vivere, una sofferenza poco sentita questa, perché ci si concentra solo sulla pandemia e suoi suoi effetti, dimenticando che l'essere umano è un animale sociale e ha bisogno della vicinanza dell'altro da cui attinge energia e sprigiona empatia. C'è chi si consola affermando che tanto ci si potrà fare gli auguri tramite una videochiamata, ma nessun schermo sostituisce un abbraccio, una stretta calorosa di mano, uno sguardo dal vivo pieno di affetto! Non nascondiamoci dietro l'ipocrisia fingendo che tutto ciò non turbi il nostro animo, siamo persone invischiate in una rete sociale e ci sono momenti che vanno condivisi e non è lo stesso che viverli da reclusi. A Natale si vive la gioia di stare insieme e ritrovarsi, a capodanno la voglia di salutare l'anno che se ne va, sperando in un anno migliore e quest'anno ci sarebbe stato un gran bisogno di essere uniti e compatti, invece saremo disgregati e isolati. L'animo umano è lacerato e nessuno se ne accorge, sono tutti troppo impegnati a far rispettare decreti e a cercare di interpretare i Dpcm, chi ci rimette siamo noi e la nostra reciprocità, il rischio è che diventeremo incapaci di perdere quel poco di empatia che ci rimane...sempre che ce ne sia!


dott.ssa Barbara Mercanti
redazione@viverefermo.it

 



dott.ssa Barbara Mercanti


Questo è un articolo pubblicato il 23-12-2020 alle 19:28 sul giornale del 24 dicembre 2020 - 505 letture

In questo articolo si parla di dott.ssa Barbara Mercanti, Natale, empatia, reciprocità, relazioni sociali

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