Monte Urano, Styles: degustando le birre del mastro birraio Christian (Parte 1ª)

3' di lettura 03/12/2020 - Sono tornata a Monte Urano, da Styles, il birrificio che Christian, l’homebrower divenuto mastro birraio, ha aperto questa estate.

Ѐ con un elenco di birre che ci siamo lasciati qualche settimana fa. Oggi siamo di nuovo qui, da lui, per conoscere le sue bottiglie più da vicino.

Cominciamo, però, dal menzionare gli ingredienti. Malto, acqua, luppolo e lievito sono gli elementi fondamentali a disposizione del mastro birraio per creare birre diverse tra loro, per colore, schiuma, corpo e aroma.

Detto questo, Christian ci porta subito in Franconia, a Bamberg in particolare, patria delle Rauch.

Esse hanno una caratteristica inconfondibile, la nota affumicata. Da cosa è conferita? Dall’essicazione del malto a fuoco diretto. Leggenda vuole che questo stile sia nato all’interno di un chiostro: questo prese fuoco e affumicò i malti presenti nella sala di cottura.

Altra puntualizzazione. Secondo il tipo di fermentazione le birre possono essere classificate in quelle ad alta e bassa fermentazione. «Nel primo caso - spiega Christian - il lievito lavora a temperature comprese tra i 18 e i 26 °C e la fermentazione si sviluppa nella parte alta del fermentatore. Nelle birre a bassa fermentazione, invece, parliamo di una temperatura tra i 10 e i 15 °C, il tutto si svolge nella parte bassa del fermentatore e, inoltre, i lieviti sono totalmente neutri, sicché l’assenza di note fruttate favorisce l’esaltazione delle caratteristiche del malto e del luppolo».

La Rauchbier appartiene alla seconda categoria. Ѐ la sola, per ora, in casa Styles. A farle compagnia, a brevissimo, arriverà la Helles.

Il nome di fantasia, quello che si legge in etichetta, è Lilly smoke. Smoke: il perché si comprende. Ma Lilly? «Ѐ la preferita di mia moglie Liana. Lilly è il suo soprannome» precisa Christian.

Tra il rossastro e il ramato scuro, i sentori ricordano la pancetta, lo speck, la provola affumicata e la crosta di pane. Da sorseggiare con cosa? «Da sola, con cotture al barbecue, affettati affumicati e, perché no, con del salmone affumicato» consiglia il mastro birraio.

Dalla Germania ci spostiamo in Belgio. La Blanche, fresca e dissetante, è la birra perfetta per gli amanti delle bionde dal basso grado alcolico. Talmente leggera che Christian la sua blanche l’ha chiamata Piuma. «In passato veniva prodotta con diverse miscele di erbe aromatiche e spezie. Nella mia inserisco buccia d’arancia e coriandolo». Poi precisa: « per il 50% è composta da frumento non maltato, molto proteico; per il restante 50% da malto d’orzo: quello base, come il Pilsner». Dagli aperitivi ai piatti leggeri, come la carne bianca, alla classica pizza: Piuma è una di quelle birre che possiamo definire beverina.

Voliamo in Gran Bretagna. Il nome di una serie televisiva, Riverdale, ha dato il nome alla Session IPA. IPA sta per India Pale Ale. Ma di questo torneremo a parlare in seguito. Session, invece, cosa sta ad indicare? L’origine del nome non è molto chiara: potrebbe trattarsi di quel momento in cui i lavoratori si prendevano una pausa e si concedevano una birra. Una birra, però, che non desse troppo alla testa. Questa era perfetta, il suo tenore alcolico è decisamente basso: si colloca intorno al 3.5-4%. «Ѐ difficile da produrre. Non avendo un riscontro nel corpo, l’amaro e l’aroma devono essere ben dosati» spiega Christian. Viene su la frutta a polpa gialla, il pompelmo, il limone, la frutta tropicale. D’estate è perfetta, specie se abbinata a pizza, focaccia, salumi o piatti di pasta.

Noi ci fermiamo qui, per il momento. Torneremo a Monte Urano, da Styles, nei prossimi giorni per degustare le altre tre birre.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 03-12-2020 alle 09:22 sul giornale del 04 dicembre 2020 - 406 letture

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