Idee forti e nuovo protagonismo per rilanciare il Fermano. Intervista all'ing. Marco Ramadori

4' di lettura 03/12/2020 - È iniziato un movimento in vista del rinnovo del presidente della Provincia di Fermo: 21 marzo 2021. Particolarmente effervescente sembra un blocco di comuni a doppia trazione: Monteleone di Fermo-Servigliano. Più defilato appare Montegiorgio. Ma al di là di ogni movimento, esistono idee-progetto? Ne parliamo con l'ing. Marco Ramadori, libero professionista, già candidato sindaco a Montegiorgio dove risiede. Dal suo osservatorio, Ramadori sembra spingere per una ripresa di protagonismo del suo paese.

«Si, io ho certamente in mente un nuovo modello per la mia terra, per sostenere la vitalità di un territorio che ha grandi potenzialità, modello che si declina alzando la testa e sollevando lo sguardo senza complessi di inferiorità, per riconquistare il ruolo di riferimento storico, culturale ed economico di un tempo».

Ritiene che a Montegiorgio esistano risorse di competenza ed esperienza per svolgere un ruolo forte, sia in ambito locale che a livello di area vasta?

«Sì, Montegiorgio deve incidere negli investimenti infrastrutturali, impegnandosi per il potenziamento della SS210 Faleriense dal mare a Servigliano, lungo un corridoio fortemente antropizzato, dove la velocità ha oggi caratteristica urbana: a Piane di Montegiorgio il flusso dei veicoli è di 1000 unità /ora per senso di marcia, con punte di 1450 veicoli/ora in serata».

E superata Servigliano cosa dovrebbe accadere?

«Superata Servigliano e fino ad Amandola, occorrerebbero solo interventi di ammodernamento e varianti locali, data la non avvenuta contaminazione di quelle aree, di alto pregio ambientale. In questo senso va riconsiderato il recupero del cosiddetto “trenino” della valle del Tenna, in un quadro di intermodalità specialmente con ciclovia ed ippovia. Con la mobilità dolce si sposano la promozione del turismo, della gastronomia e dell'agricoltura, vocazioni del nostro territorio, con possibilità importanti di attrazioni di investimenti esteri, non più presenti in paesi come Germania e Francia».

E per quanto riguarda la sanità Montegiorgio che ruolo dovrebbe svolgere?

«Ancora da protagonista, proponendo una nuova idea di medicina territoriale, non più procrastinabile alla luce della terribile pandemia Covid. In questo senso occorre promuovere incontri ed avanzare specifiche richieste alle autorità sanitarie regionali e territoriali, per la valorizzazione delle strutture sanitarie esistenti, in special modo proprio da noi, presidio strategico della Media Valle del Tenna, anche alla luce dello stanziamento regionale 2019 di miglioramento sismico e riqualificazione energetica della locale struttura sanitaria».

Ci si potrà agganciare al Recovery fund?

«Ritengo che i sopracitati investimenti possano essere resi possibili proprio dalle opportunità del Recovery fund, intercettando le esigenze locali a livello regionale e nazionale, avanzando idee forti. Montegiorgio ha una forte realtà di imprese attive, in una Provincia al 5° posto nazionale tra le più artigiane di Italia. Per questo la politica deve rivolgere maggiore attenzione al mondo imprenditoriale, già protagonista apprezzato di iniziative di promozione del territorio. Anche i servizi del Comune di Montegiorgio devono essere riorganizzati, potenziandoli e razionalizzandoli anche attraverso una politica di accorpamento con altre realtà amministrative vicine, senza esternalizzazione di servizi ed attività strategiche per l'ente, per conseguire economie di scala».

Esiste una preoccupazione per la coesione sociale?

«Esiste. La coesione sociale va garantita con la maggiore attenzione alle nuove povertà, e agli anziani, il baratto sociale può essere un segnale significativo. L'inserimento nei canali della Next Gen Eu può favorire l'occupazione giovanile, lo sviluppo della cultura e del turismo e la rinascita dei centri storici, in un territorio quale il nostro ricco di storia, arte, tradizioni e saperi (“dieta mediterranea” nata a Montegiorgio), che però ha bisogno di visibilità. Occorre una visione strategica, proiettata nel futuro, con il coraggio di confrontarsi con il mondo in divenire e con i cittadini».




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 03-12-2020 alle 11:22 sul giornale del 04 dicembre 2020 - 335 letture

In questo articolo si parla di attualità, intervista, adolfo leoni, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bEmT





logoEV
logoEV