Covid: Ristoratori imbestialiti. “Non è possibile così”. Carloni: “Stiamo facendo il massimo”. Putzu si giustifica.

4' di lettura 26/11/2020 - Un’economia in ginocchio ed un settore in forte crisi che ha voluto un confronto con i vertici della Regione. Tanti i temi sul tavolo, poche le soluzioni trovate. “Non abbiamo più incassi e le bollette arrivano lo stesso”. “Chiudere alle 18.00 è come non aprire affatto”. “Contributi concreti, non incentivi risicati”.

La pandemia continua il suo corso. Contagi in leggero calo rispetto alla scorsa settimana, 25.000 quelli di ieri. Precarietà ed incertezza in ogni Regione italiana. Oltre a fronteggiare l’emergenza sanitaria e tutti i rischi ad essa legati, i cittadini stanno affrontando anche una grave crisi economica, che ha colpito indistintamente molti settori.

Al momento, uno dei più danneggiati è quello dei ristoratori. Costretti a chiudere già durante il primo lockdown e poi pronti a riaprire a giugno, hanno dovuto di nuovo abbassare la serranda delle loro attività in questa seconda ondata.

Bar, ristoranti, pub e tutto il contorno, senza un flusso continuo di clienti, non riescono a reggersi ed arrivare a fine mese. In questo periodo, per i gestori di locali, le difficoltà sono crescenti ed alle Istituzioni si chiede un cambio di passo decisivo attraverso contributi e sostegni concreti, la sola vendita d’asporto è ampiamente insufficiente.

Nell’incontro online di ieri, promosso dalla Confartigianato di Macerata, Ascoli e Fermo, dedicato proprio al settore della Ristorazione, gli esercenti marchigiani hanno potuto incontrare le autorità ed esporre le loro richieste. Presenti, oltre al Presidente della Confartigianato Ascoli-Fermo-Macerata Renzo Leonori ed al Vicepresidente Menichelli, anche il Vicepresidente Regionale Mirco Carloni ed il Consigliere Regionale Andrea Putzu.

Fin da subito i ristoratori hanno espresso le loro difficoltà, portando alla luce un quadro drammatico: “La situazione è davvero complicata. Noi siamo praticamente chiusi, tenere aperto fino alle 18 con l’asporto è come non lavorare. Le difficoltà iniziano ad essere insormontabili – spiegano gli esercenti – nel nostro settore c’è una disperazione di fondo. Vedere la ristorazione chiusa e poi i mercati aperti è un paradosso inconciliabile, non possiamo accettarlo”.

Bollette, pagamenti e affitti sempre puntuali, ma come paghiamo? Senza incassi è impossibile. “Le bollette arrivano lo stesso e ormai non abbiamo più entrate. Luce, gas, acqua ed affitti ogni mese, per saldare questi pagamenti dobbiamo dar fondo ai risparmi di una vita. Non ce la facciamo più”.

Vendita d’asporto ed apertura fino alle 18. Che senso ha? Tanto vale tenere chiuso sempre. “L’incasso dell’asporto è irrisorio. È da stupidi pensare di poterci sostenere solo con la vendita d’asporto o la consegna a domicilio. Questo non rappresenta una vera entrata mensile. Far aprire le nostre attività fino alle 18.00 non ha senso. Per avere un minimo di speranza di risollevarci, dobbiamo dare alle persone la possibilità di venire nei nostri locali almeno fino alle ore 22.30, per poter cenare o consumare. Chiudere alle 18.00 non ci porterebbe nessun aiuto”.

Forti le critiche e le polemiche dei ristoratori, giunti al massimo della loro sopportazione, alla Regione hanno chiesto di interagire con il Governo per tutelare i loro diritti, poter riaprire con misure meno stringenti e mettere in atto contributi concreti e seri. “Vogliamo incentivi che possano dare un sostegno vero ai ristoratori ed alle nostre famiglie, non bandi o fondi attraverso le banche, le quali, spesso, non sono disposte ad aiutare”.

Il primo a rispondere alle problematiche dei ristoratori è stato il Consigliere Regionale Putzu che ha cercato una giustificazione poco gradita dalla platea: “Stiamo facendo del nostro meglio. Come Regione, al momento questo è il massimo che possiamo fare. Abbiamo aperto il dialogo con il Governo, ma, come già successo con altre Regioni, anche le Marche non sono state ascoltate dal Premier Conte. Purtroppo il Dpcm è una disposizione nazionale e noi non possiamo intervenire in alcun modo”.

Unica nota positiva la proroga al 15 Dicembre per il bonus ristorazione annunciata dal Vicepresidente regionale Carloni: “Abbiamo compreso la necessità di questa proroga e l’abbiamo subito approvata. Noi, come Regione, stiamo dando fondo a tutte le nostre risorse per sostenere il settore. Ogni euro a nostra disposizione lo abbiamo messo in campo per far ripartire l’economia. Attivata una manovra da 17 milioni e attendiamo altre misure. Non è facile gestire questa emergenza, si tratta di un evento nazionale ed è complesso interagire con il Governo. Abbiamo fatto di tutto per evitare il passaggio delle Marche a zona arancione, ma non ci siamo riusciti, cercheremo quanto prima di tornare tra le aree gialle”.

Una situazione estremamente complessa, che vede i ristoratori in ginocchio, rassegnati e spaesati, non sapendo bene a chi rivolgersi per risollevare le loro attività.






Questo è un articolo pubblicato il 26-11-2020 alle 14:37 sul giornale del 27 novembre 2020 - 1052 letture

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