Fermo: Un NO alla violenza

3' di lettura 25/11/2020 - Anche Fermo partecipa all'iniziativa nazionale frutto di un patto siglato fra l'Associazione Soroptimist International e il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri.

Il progetto prevede di illuminare di arancione la facciata della Caserma dei Carabinieri sita in via Alfredo Beni, come simbolo della lotta alla violenza di genere, all'interno della campagna internazionale di sensibilizzazione "Orange the world", che è nata sotto l'egida delle Nazioni Unite e che il Soroptimist porta avanti da anni in Italia nel periodo che va dal 25 novembre al 10 dicembre (Giornata internazionale dei Diritti Umani). Tradizionalmente sono 16 giorni di attivismo per riflettere su un tema sensibile e delicato, per il quale occorre una mobilitazione forte e un netto contrasto alla cultura della violenza. Non è possibile quest'anno attuare il ricco programma che ha caratterizzato le scorse edizioni, ma proprio per questo ed in considerazione del fatto che viviamo nostro malgrado tempi di distanziamenti fisici ed emotivi, si è deciso di dare un segnale forte e di carattere unitario.

Bisogna ringraziare la sensibilità e grande apertura del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Fermo, Antonio Marinucci, il quale ha prontamente raccolto l'invito del Club Soroptimist di Fermo, anche in considerazione del rapporto di collaborazione instauratosi con la realizzazione, tre anni fa, della cosiddetta "Stanza tutta per sé", un locale particolarmente accogliente, allestito dal Club all'interno della Caserma Carabinieri di Fermo, dedicato per l’ascolto delle vittime vulnerabili (cd. audizioni protette).

Per tutta la durata dell'iniziativa sarà diffuso sui canali social istituzionali un video volto a pubblicizzare l'attività svolta insieme.

Neanche quest'anno purtroppo si è fermata l'emergenza legata a fenomeni di maltrattamento. Dall'incrocio dei dati Istat e DCPC emerge infatti che, -se è vero che negli ultimi anni si è registrata una sensibile diminuzione degli omicidi con vittime di sesso maschile-, non altrettanto può dirsi per quelle di sesso femminile. Per queste ultime aumenta anzi la percentuale di omicidi commessi in ambito familiare (58% nel 2020). Oltre all'omicidio, si segnala una significativa incidenza di reati quali:

  • violenza fisica: facilmente individuabile per aver cagionato danni fisici con mezzi differenti;

  • violenza psicologica: più difficilmente costatabili ma fonti di altrettanta sofferenza e danno come insulti, ingiurie, rifiuto di comunicazione, rivalse sui figli, atti provocatori o ritorsivi, atteggiamenti tesi a umiliare e/o sottomettere la vittima la violenza psicologica o la dipendenza economica;

  • violenza economica: impedimento all’accesso di risorse economiche; impedimento di ricerca di un lavoro; privazione o controllo dello stipendio o della gestione della vita quotidiana; mancata messa in regola di documenti di soggiorno (per vittime straniere);

  • violenza sessuale: imposizione di rapporti sessuali non voluti, pratiche sessuali non desiderate, rapporti con terzi, visione di materiale pornografico, avvio alla prostituzione;

  • atti persecutori: (c.d. stalking) l’insieme di comportamenti molto variegati volti a controllare e limitare la libertà della persona o ricercare un contatto non desiderato dalla vittima come comunicazioni insistenti, pedinamenti o appostamenti.

È per questo che si invita qualsiasi persona che sperimenti situazioni di disagio in contesto familiare, affettivo o anche lavorativo a rivolgersi ai presidi delle Forze dell'Ordine presenti sul territorio, come pure ai numerosi centri antivolenza, dove incontrare professionisti pronti ad ascoltarla con sensibilità e ad accompagnarla per tutto il percorso.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2020 alle 12:40 sul giornale del 26 novembre 2020 - 292 letture

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