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Azzurro Donna (FI), giornata contro la violenza sulle donne: arriva la proposta del "Soccorso di Libertà"

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di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it


In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Azzurro Donna, l’ala femminile di Forza Italia ha voluto accendere un faro sul fenomeno.

La responsabile regionale, l’imprenditrice Alessandra Petracci definisce questo 25 novembre un giorno triste. Triste perché, nel 2020, la violenza contro le donne è ancora un tema caldo. Triste perché proprio oggi si sono verificati altri due casi di femminicidio. Triste perché, con la pandemia, la violenza è avvertita più pesantemente che mai.

«Nonostante le lotte e l’impegno profuso, purtroppo la violenza è aumentata - ha affermato Laura Cognigni, membro regionale Commissione Pari Opportunità, intervenendo alla conferenza. Non basta l’aver visto riconosciuti tanti diritti, non basta l’inasprimento della pena - sostiene - ma occorre intervenire sulla società». A tal proposito incoraggia gli incontri nelle scuole: «ne sono stati fatti di belli, e bisogna partire da qui, anche perché i figli, spesso, sono spettatori e anche nei loro confronti c’è della violenza».

La Presidente di Azzurro Donna, l’on. Catia Polidori, stamane, ha avanzato una proposta di legge. E spiega: «si tratta del “Soccorso di Libertà”, un sussidio, che vogliamo duri almeno tre anni, che favorisca l’emancipazione». Un po’, insomma, quello che la Regione Sardegna ha fatto e di cui la dott.ssa Ercoli, responsabile Azzurro Donna del Comune di Porto San Giorgio, riferisce. «La Sardegna ha istituito il “Sostegno di Libertà", un fondo pari a circa 780 euro mensili da dare alle donne vittime di violenza che - dice - trovo indispensabile per il loro reinserimento, anche nel mondo del lavoro».

Non è mancata, all’incontro, la voce di un medico. Il dott. Ortenzi, difatti, è intervenuto portando la sua testimonianza di ginecologo e sessuologo. La violenza sessuale l’ha toccata con mano nel corso del suo lavoro. Le storie che colpiscono sono quelle di giovani donne, sue pazienti, impossibilitate a vivere a pieno storie d’amore a causa di violenze carnali subite da bambine. In taluni casi da amici di famiglia, gente fidata.

Non riesce a parlare. Così la Petracci legge al suo posto. Ѐ la testimonianza di una donna, vittima di violenze e umiliazioni iniziate molto presto. Non solo da parte di un uomo: anche la madre e il preside hanno infierito. “Non dobbiamo farci trascinare nell’accettazione di una gabbia dorata, che ci imprigiona, ci convince che non siamo in grado di volare e ci toglie anche la voce per cantare” scrive la donna, “istigando” al miracolo.

Chiude con un monito la Orazietti, rappresentante della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Fermo. Il monito, rivolto a tutti, è quello di imparare a coglierli quei segnali che stanno alla base della violenza, dai più piccoli ai più grandi. Non meno importante - ricorda lei - il Protocollo che è stato sottoscritto, una rete che tutti devono far funzionare.



Questo è un articolo pubblicato il 25-11-2020 alle 20:06 sul giornale del 26 novembre 2020 - 282 letture