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Fermo, contro la violenza di genere quattro imperativi: prevenire, sostenere, accogliere e raccogliere

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di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it


La violenza contro le donne non si arresta. Lo stare a casa, di questi tempi, non equivale sempre a sentirsi più protetti. Aumenta il rischio.

«Dobbiamo difendere le nostre idee, portare avanti il nostro impegno, così come la Commissione Pari Opportunità, il CAV e i soggetti deputati a questa lotta stanno facendo, anche in un periodo come questo, in cui tutto sembra sospeso e rinviato» così Moira Canigola, Presidente della Provincia di Fermo, che intanto fa sapere di aver accolto l’invito dell’Onu e della Commissione: domani anche la sede della Provincia di Fermo si colorerà di arancione

L’Istat ha pubblicato dei dati, che la Canigola snocciola. Le chiamate al 1522 sono schizzate in avanti, a livello nazionale, c’è stato un aumento del 120% delle chiamate, passando da 7.000 a 15.000 richieste di aiuto rispetto al periodo marzo-giugno 2019. Nelle Marche le utenti che si sono rivolte al numero verde da 141 sono passate a 286; nella provincia di Fermo, nello specifico, si è passati da 10 a 18 chiamate.

Non è aumentato, invece, il numero dei reati appurati rispetto al 2019, ma sono numeri pur sempre alti; per quanto riguarda, ad esempio, i reati per maltrattamenti un 83% di questi sono stati fatti in danno delle donne.

«Spesso, per una donna, è difficile assumere la consapevolezza che si sta trattando di una relazione pericolosa. Oggi vige la certezza - spiega Antonella Orazietti, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia - che la violenza contro le donne è una grave violazione dei diritti umani» E, così come alle istituzioni, la Presidente Orazietti, ha rivolto anche agli imprenditori l’invito a illuminare di arancione le sedi delle proprie aziende. Poi parla di approcci di tipo culturale, forme di sensibilizzazione della società civile, attraverso un’assunzione di responsabilità da parte di ognuno di noi: «non dico che dobbiamo diventare degli spioni - spiega - ma mi meraviglia quando sento dire in tv, davanti a gravi fatti di cronache, che si trattava di una famiglia normale, che non c’erano segnali. I segnali - afferma - ci sono sempre e dovremmo essere tutti capaci di raccoglierli, cosicché, la donna, sostenuta, trova coraggio».

Laura Gaspari della cooperativa On the Road conferma le particolarità e difficoltà di questo 2020 che ha immerso tutti in una bolla di incertezza, specie le donne vittime di violenza, indotte a temporeggiare. «Nella prima fase del lockdown si è registrato un forte calo, se non un azzeramento, degli accessi. Sono state 40 le prese in carico ad oggi, contro le 52 delle scorso anno. E lo stesso vale anche per la casa rifugio». Sono donne quasi totalmente italiane, dai 30 ai 50, sposate con figli. Penalizzate le straniere, pressoché prive di informazioni, che non parlano neppure la lingua italiana, e dunque difficili da raggiungere, sebbene si stia tentando qualcosa. Donne che dicono di sentirsi più sole, incapaci di migliorare la propria condizione e alle quali far cambiare idea è stato difficile. «In più l’anno scorso - riferisce la Gaspari - il livello di consapevolezza delle donne che ci chiedevano aiuto era molto più alto. Registrato - dice - un calo delle violenze fisiche contro un aumento di quelle economiche e psicologiche. E, nel frattempo, nuovi mezzi per gestire l’emergenza sono al vaglio.

Soddisfatta l’avvocatessa Gabriella Caliandro, testimone di una tenuta del sistema giudiziario nella gestione dei processi, puntualmente celebrati, senza battute di arresto, come previsto dal Codice rosso. Dato positivo evidenziato il funzionamento del Protocollo messo in atto dalla Prefettura con tutte le istituzioni che vede in rete tutte le risorse del territorio, dalle forze dell’ordine al mondo sociale e sanitario.

Tunia Gentile, componente della Commissione Pari Opportunità della Provincia chiude focalizzando l’attenzione su un aspetto messo in luce anche dall’Onu: la pandemia nascosta all’interno della pandemia e lo fa citando quattro parole, o meglio quattro imperativi: prevenire, sostenere, accogliere e raccogliere ciò che giunge dal territorio.



Questo è un articolo pubblicato il 24-11-2020 alle 16:54 sul giornale del 25 novembre 2020 - 251 letture