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Scatto d’orgoglio dell’Alto Fermano. Fabiani chiama a raccolta i Sindaci.

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di Lorenzo Cortellucci


Covid, sisma, viabilità e spopolamento, queste le ferite più gravi. “Uniamoci e sosteniamoci. Accendiamo i riflettori sulle zone montane. Le Istituzioni non devono abbandonarci”. L’appello del Sindaco di Monteleone, che chiede il sostegno dei suoi colleghi per risollevare le sorti dell’Alto Fermano.

La consapevolezza di non essere i primi e la volontà di non restare ultimi. Le difficoltà sempre maggiori nel garantire i servizi essenziali alla popolazione, ma il coraggio di andare avanti nonostante le emergenze senza sosta. La lotta continua contro lo spopolamento che non dà mai tregua.

Questo, in sintesi, è il quadro che accomuna l’intero territorio dell’Alto Fermano, una vasta zona della Provincia che raccoglie i Comuni montani e limitrofi. Un’area lontana dai grandi centri abitati, che si compone per lo più di piccoli Paesi o Cittadine, che cercano di mantenersi vivi e rilanciarsi.

Ormai da anni si attende una politica mirata e dedicata alla ripartenza di queste zone, soprattutto da parte della Regione e del Governo, ma fino ad oggi sono stati compiuti solo interventi isolati e poco risolutivi, che, ovvio, hanno portato giovamenti, ma non hanno migliorato il quadro complessivo. Nell’ultimo periodo, prima la calamità del sisma 2016 e poi la doppia ondata del covid 1,9 hanno, di fatto, messo in ginocchio l’Alto Fermano, riportando alla luce tutte quelle criticità e difficoltà che forse si volevano mettere in secondo piano, ma in realtà sono sempre presenti nella vita dei cittadini.

Stavolta, ad alzare la voce su questa difficoltosa situazione ed a rinnovare le esigenze del territorio montano, è il Sindaco di Monteleone di Fermo Marco Fabiani. Il suo Paese, situato proprio al centro della zona dell’Alto Fermano, è uno dei più piccoli della Provincia ed ogni giorno lotta per mantenersi a galla.

«Serve uno scatto d’orgoglio, una reunion dei Comuni dell’Alto Fermano. Dobbiamo sostenere uno scopo comune, occorre fare gruppo, agire insieme e fare squadra. È l’unico modo per farci ascoltare”. Il rischio maggiore, infatti, è quello di cadere nel dimenticatoio e non essere presi in considerazione dalle Istituzioni. “Unendoci, possiamo accendere i riflettori su queste zone e così richiamare l’attenzione sulle tante esigenze del nostro territorio» spiega Fabiani.

Secondo lei qual è il primo passo da compiere per cambiare le sorti dell’Alto Fermano? «Dare voce alle nostre richieste, farci sentire. La questione è semplice, una volta passato il treno del sisma o l’effetto domino del covid, nessuno avrà più a cuore la nostra situazione. Questo è il momento di spingere "l’assett" dal mare alla montagna, gli incentivi ed i contributi devono essere dirottati verso il nostro territorio».

La zona marittima non ha bisogno di sostegni? «La fascia costiera si sostiene da sola. Un intervento stradale a Fermo, non ha necessariamente bisogno dei fondi delle Istituzioni per essere effettuato, un Comune di quella portata è economicamente forte per sostenersi da solo – osserva Fabiani – Viceversa un simile intervento ad esempio a Smerillo ha bisogno di sostegni economici e così vale per tutti i Comuni dell’Alto Fermano».

Qualcosa, però, nell’ultimo periodo si è mosso, basti vedere la fibra o il potenziamento della linea internet. «Si certo, ben vengano i servizi come Fibra o wiifi migliorati, ma il tutto avviene molto lentamente e a livello sporadico, non c’è una politica, regionale o nazionale, che abbia l’obbiettivo di rilanciare l’intera zona al 100%».

Il problema più grave, quindi, è l’assenza di servizi? «Mancano i servizi sia essenziali, che ricreativi. Ogni giorno facciamo fatica a mantenere vivi quelli primari per i cittadini ed è normale che le persone decidano di lasciare il proprio Comune per spostarsi in zone meglio organizzate – spiega il Sindaco – di conseguenza la lotta contro lo spopolamento si fa sempre più complessa, andando avanti così questi territori scompariranno».

Difficile anche la gestione sanitaria: «Per noi è complicato anche rendere operativo un ambulatorio, ben vengano quindi strutture come l’Ospedale dei Sibillini o il nuovo reparto di Medicina ad Amandola. E’ fondamentale creare punti sanitari di riferimento, che funzionino al meglio e diano garanzie. È inaccettabile che un’intera Provincia dipenda dal solo Murri di Fermo – osserva il Sindaco – in passato si sono chiusi troppi Ospedali e oggi, con l’emergenza covid, ne stiamo subendo le conseguenze e chi ne paga il prezzo più caro siamo noi della zona montana, isolati da tutti i servizi essenziali. Non è possibile che oltre 40 Comuni gravino su un’unica struttura ospedaliera».

Gravi le ferite anche per la viabilità: «Stessa situazione critica anche per le nostre strade, dove la Faleriense, la più frequentata ed importante dell’Alto Fermano, verte in uno stato di decadenza. Per un cittadino anziano è quasi impossibile raggiungere altre zone della Provincia».

Disagi e difficoltà che colpiscono trasversalmente tutto l’area montana: «Queste non sono problematiche legate solo a Monteleone, ma toccano l’intero Alto Fermano. Sono in continuo contatto con gli altri Sindaci ed il nostro intento è comune, trovare una soluzione definitiva a questi gravi problemi orami divenuti storici ed endemici – afferma Fabiani – come Sindaco, a me non interessa fare campanilismo, il mio obbiettivo è dare ai miei cittadini i servizi necessari per vivere al meglio e se questo significa collaborare con altri Comuni limitrofi per ampliare le nostre potenzialità, ben venga – prosegue Fabiani - ad esempio un maxi-ambulatorio nel nuovo reparto di Medicina ad Amandola dove raccogliere specialisti, permetterebbe ai nostri cittadini di effettuare visite mirate senza compiere grandi spostamenti».

La soluzione? «Dobbiamo fare rete ed unirci per portare avanti le nostre richieste altrimenti, da soli, non verremo ascoltati. Porteremo queste criticità ai chi di dovere, rivendicando quelle esigenze fondamentali per avviare al più presto il rilancio dell’Alto Fermano» conclude Fabiani.



Questo è un articolo pubblicato il 17-11-2020 alle 19:17 sul giornale del 18 novembre 2020 - 1430 letture