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comunicato stampa

Centro Studi Carducci, Ciaudano: "Per il rilancio del centro storico serve una visione di insieme"

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dal  Centro Studi G.B.Carducci


Un centro storico ha una sua funzione, una sua identità. La sua vitalità si misura da come soddisfa le esigenze dei cittadini, dei giovani, dei suoi operatori economici, dei suoi visitatori, in sintesi di quanto sia in grado di generare senso di appartenenza nelle persone DEL LUOGO e attrazione per le altre . Ma per costruire un’identità dobbiamo conoscere chi eravamo e chi siamo oggi.

Nel 1913 Edward Hutton, rinomato scrittore inglese per i suoi libri di viaggio sull’Italia , cosi descrisse Fermo : “La piccola città murata con la sua curiosa acropoli è la regina della zona. Nobile, bella, graziosa, è la degna sorella di Siena e Perugia. Quando la scorgete sotto il cielo, coronata dalla sua cattedrale e munita dai suoi possenti bastioni, ne rimanete subito affascinati e non potete liberarvi da questa dolce malìa, o dimenticare le sue splendide bellezze, o la sua stupenda veduta sui monti e sul mare”.

Quindi Fermo era ed è una delle più interessanti città del centro Italia, in grado di competere in modo complementare con Perugia e Siena: le tre città rappresentavano il meglio per le loro distintività.

Ma perché la nostra città non ha suscitato quell’interesse nazionale che potenzialmente aveva?

Le ragioni possono essere tante, ma mi limito a ricordarne due: il mancato insediamento dell’Università Politecnica, come naturale proseguimento della grande tradizione del Montani e il diniego ad accogliere il Festival dei 2 Mondi, andato a Spoleto. Ora staremmo a parlare di altri problemi.

Comunque, fino agli anni 80 circa, il Centro Storico è stato il contenitore del commercio qualificato e della residenza elitaria, mentre le periferie ospitavano i motori di ricchezza economica che ricadeva in larga parte nel Centro Storico per lo shopping, il tempo libero e la vita sociale. C’era quella vitalità che toccava tutti i Fermani in modo positivo, i due sistemi erano perfettamente complementari. Ma il benessere creato prevalentemente dalla calzatura non ha stimolato lo sviluppo in altri settori utili a costruire notorietà e reputazione turistica nazionale.

Il centro storico di Fermo come in tantissime altre città italiane, a partire dagli anni 80 ha subito ben 8 crisi:

1. L’arrivo dei Centri commerciali artificiali,

2. La Crisi del Distretto Manifatturiero Calzaturiero,

3. La riallocazione degli istituti scolastici e di servizi amministrativi,

4. La riallocazione abitativa della Classe media e agiata,

5. Il degrado urbanistico e commerciale, aumento dei locali "irrisolti",

6. La Crisi internazionale del 2008,

7. L’esplosione dell’e-commerce,

8. la pandemia del Covid 19.

Certamente l’arrivo delle grandi strutture commerciali è stato il più: tempo libero, shopping e vita sociale si sono spostate progressivamente in queste strutture moderne, organizzatissime, con alta accessibilità.

Inizia la competizione tra centro e periferia, non più complementari ma concorrenziali. E’ proprio in questo periodo che nascono i primi centro commerciali naturali in modo volontaristico, ma è una guerra già persa in partenza.

Vi ricordate le battaglie per la mobilità e l’accessibilità delle auto in piazza, elemento fondamentale per competere con la comodità dei centri commerciali?

Per il centro storico, le amministrazioni si sono per lo più concentrate sul tema del commercio, trascurando o affrontando in modo frammentario le altre leve che costituiscono l’identità di un Centro Storico competitivo e visitato.

In estrema sintesi, Il centro Storico ha perso la funzione degli anni 80 e nel 2020 non ha ancora ritrovato un’identità forte e competitiva.

L’Amministrazione Calcinaro 1 ha iniziato un percorso di rilancio su varie linee: creazione di un percorso museale, spina dorsale di ogni centro storico, prozione di eventi ed appuntamenti per far riprendere la vita sociale, recupero architettonico di alcune parti del Centro storico per ridare lustro e bellezza ai luoghi e il patrimonio storico.

Ma il centro storico, stremato dalle 8 crisi, le cui ultime 2 cambiano in modo determinante ogni paradigma fino ad oggi valido, deve essere guardato da altre prospettive, pensando ad un progetto integrato che tocchi ogni tasto critico della condizione urbana, dalla residenzialità alle attività produttive, dalla accessibilità ai servizi, dal decoro urbano alla sicurezza.

Vi saluto con un pensiero che anticipa il prossimo appuntamento.

Non chiedete cosa possa fare la patria per voi: chiedete cosa potete fare VOI per la patria. (John Fitzgerald Kennedy).



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-11-2020 alle 16:11 sul giornale del 17 novembre 2020 - 268 letture


Centro Studi G.B.Carducci