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Una storia vera. Chi deve controllare i comportamenti dei clienti all’interno di un  esercizio commerciale di ristorazione?

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di Redazione


Giovani ammucchiati al tavolo. Segnalato a camerieri e titolari nessuno interviene

Una domanda: chi deve controllare i comportamenti dei clienti all’interno di un esercizio commerciale di ristorazione? Forse ricordo male, ma a me sembrava fosse compito del titolare o chi per lui. Tanto che anche a lui sarebbero elevate sanzioni per eventuali violazioni da parte dei clienti.

Va detto che sono tantissimi i ristoratori che osservano attentamente tutte le norme anticontagio e lo fanno con scrupolo e senso di responsabilità verso la comunità. Ma io devo essere stata sfortunata, perché per ben 2 volte, nello stesso punto di ristorazione, in una località al confine con la provincia fermana, ho assistito a comportamenti di alcuni giovani clienti che fanno riflettere, oltre che arrabbiare, senza che nessuno sia intervenuto, nonostante le segnalazioni fatte a camerieri e titolari.

Mi spiego. In questo locale di ristorazione in cui si mangia anche all'aperto, da un punto di vista formale nulla da eccepire: a terra ci sono le frecce che indicano dove entrare ed uscire per non avvicinarsi troppo, i tavoli si trovano alla distanza richiesta di oltre un metro uno dall’altro, sui tavoli ci sono dei segnaposto che indicano dove sedersi per il distanziamento. Insomma la forma c’è ed è rispettata . E’ la sostanza che poi manca, perché nessuno controlla cosa fanno i clienti una volta seduti ai tavoli. Quando in attesa del mangiare si tolgono la mascherina, bevono, chiacchierano, ridono, parlano a gran voce, si alzano, si avvicinano, si scambiano i cellulari per condividere questa o l’altra immagine, questo o l’altro post. Parliamo di un posto molto frequentato da giovani, studenti che all’uscita da scuola ( che è il luogo dove sono più sicuri e controllati) si fermano a gustare un pranzo veloce, di quelli informali che piacciono tanto a loro. Ed ecco l’ammucchiata.

Ecco che il tavolo da 2 finisce per ospitarne 6, senza più nessun distanziamento e protezione. Non dovrebbe essere qualcuno del locale a richiamarli al giusto comportamento? Magari qualcuno starà pensando che, poveri loro, non se ne accorgono, perchè hanno da fare e corrono per servire e accontentare i clienti, data anche la penalizzazione della chiusura serale con perdita di incassi. Ma se poi qualcuno che invece le norme le osserva e vuole che siano osservate glielo fa personalmente notare, non sarebbe giusto che il titolare intervenga e richiami gli inosservanti? In fondo ci va di mezzo la salute di tutti e la diffusione dei contagi poi tornerebbe indietro come un boomerang con penalizzazioni economiche ancor maggiori. Invece nulla. Tutto normale. Nessuno interviene.

Questo avveniva 15 giorni fa. E poi ,di nuovo, una settimana fa. Mentre sto raccontando questa storia apprendo che, purtroppo, le Marche da domenica 15 novembre diventano zona arancione, con bar e ristoranti chiusi e non solo. Non è certo quello che avremmo voluto. O ci aspettavamo. E sicuramente non sarà solo per colpa di questi comportamenti non rispettosi. Di fatto, però, ora le restrizioni diventano più pesanti. Per tutti. E l’economia più penalizzata.



Questo è un articolo pubblicato il 13-11-2020 alle 18:40 sul giornale del 14 novembre 2020 - 854 letture