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Montegiorgio: una targa in memoria di Delio Scalella, al secolo "Lu Schiccu, " su iniziativa di alcuni cittadini.

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di Marina Vita
fermo@vivere.it


"Il suo sorriso vivrà per sempre. E’ stato un punto di riferimento per tante generazioni di montegiorgesi,  ultimo baluardo di un mondo incantato che non c’è più"- la dedica

Quando Delio Scalella detto lu Schiccu è morto, lo scorso 20 maggio, Montegiorgio aveva pianto sentitamente la sua scomparsa e molti cittadini avevano subito proposto di dedicargli una targa alla memoria. Perché Lu Schiccu era un personaggio particolare, una macchietta naturale, che ha scritto un pezzetto della storia del paese ed ha divertito tante generazioni di giovani del posto.

Avendo frequentato per tanti anni il mondo ippico, lu Schiccu si cimentava spesso e a gran richiesta nella imitazione della “sgabbiatura”dei cavalli , mimando con tanto di nitriti e zoccolate il momento della partenza delle corse al galoppo. E lo faceva sempre in un punto preciso di Corso Cavour, davanti ad un bar che le serrande le aveva ormai abbassate da anni, circondato da ragazzi che lo incitavano e poi gli regalavano una mancia per la "rappresentazione".

Bene, oggi proprio in quel punto del Corso, per ora all’interno di un negozio in attesa di sistemazione migliore, è stata appoggiata su un tavolinetto visibile dalla vetrina, una targa in plexiglas in cui lu Schiccu è raffigurato, microfono in una mano, con l’altra alzata in un saluto , mentre raccontava una delle tante barzellette con cui era maestro di intrattenimento.

Nella targa, voluta da alcuni cittadini, si legge la dedica “ Il suo sorriso vivrà per sempre. E’ stato un punto di riferimento per tante generazioni di montegiorgesi, ultimo baluardo di un mondo incantato che non c’è più”. Parole che il Sindaco Michele Ortenzi aveva speso per lui il giorno della sua dipartita.

La targa riporta anche un suo breve, quanto improbabile e per questo ilare, racconto : “ Mentre con la nave attraversava lo stretto di Gibilterra il Comandante mi disse: “ Scalella pijlala tu, che io te daco una guardata se strusci.”

Lu Schiccu era già nella memoria e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Ma ora il suo sguardo sorridente e furbo, quella mano alzata come in segno di saluto , ti seguono al passaggio, e danno corpo ad una memoria che non potrà sfocarsi con gli anni.



Questo è un articolo pubblicato il 12-11-2020 alle 19:26 sul giornale del 14 novembre 2020 - 1456 letture