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Lauree a distanza, che ne pensano i laureandi?

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di Marina Mannucci
redazione@viverefermo.it


Marco Squarcia si è laureato lunedì 9 novembre, e come il suo sono tanti i percorsi di laurea che si concludono online al posto di essere in presenza.

Negli ultimi mesi imparare a vivere a stretto contatto con i computer è diventata un'abitudine irrinunciabile, se si vuole proseguire con una sorta di routine che determina la vita quotidiana di ognuno. Scuola online, lavoro online, prenotazioni per i delivery online, corsi di inglese, fotografia e arte online. I traguardi che ci aspettavamo di festeggiare con abbracci e brindisi, abbiamo imparato a festeggiarli in maniera diversa, come appunto la laurea.

Entrare nell'aula magna universitaria, vestiti di tutto punto e di fronte ad una commissione esaminatrice solennemente abbigliata, crea nel laureando sentimenti di emozione non paragonabili a qualsiasi altro evento. I parenti e gli amici seduti alle proprie spalle, la consegna della pergamena, la corona d'alloro: sono immagini che ogni laureato ha vissuto in tempi precedenti a questo periodo. Ora invece la maniera di procedere è del tutto differente, si sta di fronte a uno schermo in attesa che qualcuno, dall'altra parte, pronunci le parole che proclamano il nuovo dottore.

Marco si è laureato in Scienze della Formazione nell'Ateneo di Macerata con una tesi dal titolo"Sport e integrazione".

Marco, com'è stata la tua discussione?

"Ci siamo collegati ad una piattaforma online con un gruppo di 8 laureandi, il presidente di commissione e i relatori cui fa riferimento ogni laureando. Organizzati in vari blocchi e secondo l'elenco abbiamo iniziato a discutere la tesi. Avevamo solo 6 minuti come limite di tempo. Alle 18,30 la proclamazione. Io ho fatto la video chiamata con chi voleva assistere e poi abbiamo fatto un aperitivo online".

Molto diversa, quindi, dal solito. In cosa è stato diverso per te?

"Quando ti laurei all'interno dell'università è diverso, hai i tuoi amici intorno che vedono i posti che hai frequentato, puoi stringere la mano al presidente di commissione. Online si perde un po' di emozione. L'adrenalina tuttavia c'era, un minimo di ansia pure visto che si tratta della conclusione di un percorso". Il suo dubbio più grande riguardava il lato tecnico della faccenda: "se cade la connessione internet cosa faccio?".

Credi che questa decisione sia stata corretta?

"Io ritengo che si sarebbe potuto continuare a laurearsi in presenza, con il giusto distanziamento, i controlli all'ingresso e i registri, scaglionati in orario e con pochi invitati: si poteva organizzare in questo modo. Il mio augurio è che nessuno debba più laurearsi da casa. Ma tanto l'evoluzione del virus la conosciamo, quindi d'ora in poi dovremmo stare ancora più attenti, ed è giusto così."

Marco proseguirà a fare altri corsi per acquisire i crediti necessari alla sua professione, ma i corsi saranno comunque online. Che sia facile o complicato adattarsi ad un nuovo modo di concepire lo studio, c'è da fare i conti con una situazione che diventa ogni giorno più drammatica, con la speranza che possa migliorare.





Questo è un articolo pubblicato il 11-11-2020 alle 11:09 sul giornale del 12 novembre 2020 - 518 letture