Cisl, Murri sacrificato: lettera aperta all'assessore alla sanità

6' di lettura 11/11/2020 - Ancora una volta sacrificato l'unico ospedale della provincia di Fermo con chiusure di reparti e perdita di specialità.

Egregio Assessore alla Sanità,


la grave ed intensa, nuova ondata pandemica, sta interessando tutta la Regione ed anche la
provincia di Fermo. Tuttavia, appaiono difficilmente comprensibili alcune decisioni della Direzione di Area Vasta, supportate dalla Direzione di Presidio.
La CISL FP Marche desidera, prima di dover procedere in altre sedi, che la S.V. prenda atto di
queste discutibili decisioni, fortemente penalizzanti per tutto il territorio fermano.
Come piú volte evidenziato, il Murri è l'unico Presidio esistente nell'Area Vasta n.4 e nonostante questo, sta diventando praticamente un centro Covid a dispetto dei tantissimi malati di altre patologie anche gravi, che chiederebbero di essere curati.
La situazione è stridente se paragonata con situazioni provinciali marchigiane in cui insistono più Presidi ospedalieri di rete, che hanno operato sconvolgimenti sicuramente meno impattanti su
servizi e personale.
La CISL FP Marche, primo Sindacato per iscritti tra i dipendenti dell'AV4, ha giá espresso forti
perplessità ed un certo sconcerto, ad esempio, per la decisione della Direzione, di chiudere l’unica
terapia intensiva coronarica dell'Ospedale Murri. La Conferenza dei Sindaci di AV4, da parte sua,
ha sottolineato l'unicità di servizi e di reparti altamente specialistici, presenti al Murri, che se
chiusi, non troverebbero alternative, come può avvenire nelle restanti province marchigiane, grazie ai doppioni o triploni su cui possono contare. Di fatto, però, le chiusure sono andate avanti, tanto che oltre alla chiusura di Utic, il dimezzamento delle sedute operatorie ordinarie, arriva l’informativa della chiusura della Residenza Sanitaria Riabilitativa di Porto San Giorgio, del Nido ostetrico del Murri, l’utilizzo degli spazi delle Cure Intermedie di Sant’Elpidio a Mare per malati
post acuti Covid.
Crea sconcerto, in un territorio provinciale in cui esiste un solo Ospedale, l'intenzione, a dir poco
insensata, di trasferire il Reparto di Cardiologia ed attivare una mini Utic ( solo n.3 posti letto), in locali che risultano non idonei e con dubbi requisiti di sicurezza. Tra l’altro, il trasferimento della Cardiologia nei nuovi spazi destinati, sarebbe stabile e non legato temporalmente alla fine dell’emergenza. La penalizzazione sui posti letto di degenza e di UTIC ( meno 7 P.L. di degenza e meno 2 p.l. di terapia intensiva), rispetto a quelli autorizzati dalla Regione, rimarrebbe permanente e non più recuperabile.
La Direzione di Area Vasta 4 e la Direzione di Presidio, dopo aver chiuso il reparto Utic per fare
spazio a posti di Rianimazione puliti ( senza nemmeno attendere la decisione sulla possibilità di collocare i posti di Rianimazione “sporca” all’interno del Covid Hospital di Civitanova) nonché aver prelevato per questo, personale infermieristico dall'Utic Cardiologica e dal Blocco Operatorio, con conseguente dimezzamento delle sedute chirurgiche, vorrebbe completare il percorso, allestendo alla meno peggio, il nuovo reparto di Cardiologia e salvare la faccia davanti ai cittadini del fermano, vendendo loro però una mela avvelenata.

Varrebbe la pena ricordare, che l'Utic è una terapia intensiva alla pari e con uguale dignità di una Rianimazione. Non si comprende come si possano sacrificare spazi e posti letto intensivi per altri posti letto intensivi. Qual'è il messaggio che ne esce? Forse che chi grida di piú in questo momento, porta a casa il risultato migliore per la propria specialità?
Non può andare avanti così, altrimenti le stesse sue condivisibili dichiarazioni, egregio Assessore, verrebbero clamorosamente smentite dai fatti.
Garantire che tutte le malattie gravi ed urgenti possano trovare dignitosa e professionale risposta negli ospedali marchigiani, è stato un suo meritevole refrain, che si spera, valga anche per il fermano; al momento però sembra non essere così.
Quando la Direzione pensa di allestire alla bene e meglio, una Terapia Intensiva Coronarica, in uno spazio talmente ridotto ove non potrebbero coesistere, secondo il manuale di autorizzazione, i letti di degenza, la centrale di monitorizzazione e la postazione per due infermieri (numero minimo per turno, secondo la normativa sui minuti di assistenza, per n.3 posti di terapia intensiva), significa che non si vuole riconosce uguale dignità ai malati che lottano per la loro vita in Rianimazione generale ed in quella Coronarica. Come pure, quando si attiva una terapia intensiva
coronarica, servita da un ascensore ove non entrano i letti, si trasmette un messaggio di pressappochismo. In verità, in quell’ascensore, non ci sarebbe lo spazio nemmeno per ospitare una barella tecnica ed un operatore. Ciò è un fatto grave perché in caso di qualsiasi trasporto di un malato per eseguire esami diagnostici oppure, peggio, per andare in sala operatoria in urgenza, sarebbe necessario trasferirlo dal letto alla barella e viceversa. In alternativa, l’Operatore dovrebbe superare due porte antincendio, l’intero Reparto attiguo di Gastroenterologia, un'altra porta a vetri, e servirsi di un ascensore idoneo.
Le domandiamo, è rispettoso delle norme d’igiene che, più volte al giorno, malati di un reparto, attraversino l’Unità Operativa vicina con i rischi conseguenti? Tutto ciò, va ribadito, non sarebbe una collocazione temporanea ma definitiva negli anni.
Per tutto quanto rappresentato, è necessario fare chiarezza SUBITO per non degenerare in eventi che potrebbero inasprire conflitti professionali oltre che innescare ricorsi legali.
La CISL FP Marche, a tutela non solo dei professionisti Infermieri ed OSS che intende rappresentare ma anche dei cittadini-utenti, chiede con urgenza, che Lei, in qualità di decisore politico e di rappresentante e garante dei cittadini anche di Fermo, venga a constatare personalmente ed in loco, le decisioni che si sono prese o che s'intenderebbero prendere all'interno del Murri e sul territorio, tutte molto impattanti su Reparti e Servizi non replicabili in altre strutture sanitarie della provincia.
I malati della provincia di Fermo non sono solo quelli Covid quindi non tutto può essere sacrificato a causa della pandemia. Questo dovrebbe essere chiaro ma sembra che in tantissimi se ne stiano dimenticando.
I decessi per patologie cardiovascolari sono aumentati del 20% ed una provincia già privata del Servizio di Emodinamica come quella di Fermo, non può rinunciare anche ad un dignitoso Reparto di Cardiologia e ad un servizio di Terapia Intensiva Coronarica che rispetti standard di sicurezza e criteri strutturali previsti dal manuale di autorizzazione.
La nostra è una richiesta d’aiuto perché non passi o si rafforzi la convinzione che esistano nelle Marche, cittadini di serie A e serie B.
La CISL FP Marche, augurandosi che la S.V. accolga positivamente e presto, l'invito che si è permessa di rivolgerle, porge cordiali saluti, rinnovando lo spirito collaborativo che da sempre
contraddistingue l’azione di rappresentanza svolta.
Il Segretario Regionale
Giuseppe Donati






Questo è un articolo pubblicato il 11-11-2020 alle 11:19 sul giornale del 12 novembre 2020 - 386 letture

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