x

SEI IN > VIVERE FERMO > ATTUALITA'
articolo

“Si inneggia a guerra, martirio e discriminazione”. Verducci contro la lettera della discordia.

3' di lettura
745

di Lorenzo Cortellucci


Il Senatore commenta la lettera di Filisetti, Dir. dell’Ufficio Scolastico Regionale, inviata a tutti gli studenti marchigiani il giorno della memoria dei caduti in guerra. “La Scuola ha il dovere di contrastare queste tematiche e deve insegnare il rispetto verso l’altro”.

La Giornata dei Caduti in guerra, il 4 Novembre, ormai è passata, ma la discussione che si è creata intorno a questa ricorrenza è ancora viva e lascia echi forti, soprattutto nel mondo della politica e delle Istituzioni. Tutto è nato dalla lettera inviata agli studenti marchigiani da Filisetti, Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale.

In molti, sia cittadini, genitori, studenti o politici, hanno notato i termini forti ed in alcuni casi fuori luogo usati dal Direttore Filisetti e proprio da qui è scattata la dura polemica; più che unire sotto un’unica visione, la lettera ha creato divisioni e dure critiche.

Tra i politici che hanno scelto di far sentire la propria voce, ribandendo la propria vicinanza al mondo dell’Istruzione, c’è il Senatore Francesco Verducci, che ha aspramente criticato le parole del Direttore Filisetti. “Appena l’ho letta, ho provato grande vergogna ed arrabbiatura. Fin dalle prime righe si inneggia alla guerra, cosa più lontana in assoluto dalla nostra Costituzione”.

Quindi una lettera che non rispecchia la Scuola di oggi e ciò che deve rappresentare? “Ci sono tematiche che non fanno parte della nostra realtà scolastica. Si parla di una gioventù lontana dai prudenti e dai pavidi – spiega il Senatore – invece la Scuola ha il dovere di opporsi a questi luoghi comuni, perché sono il primo passo verso la discriminazione ed il bullismo. Gli studenti vanno educati al più nobile tra i sentimenti, il rispetto totale verso l’altro. E’ inaccettabile inneggiare al martirio, soprattutto nel difficile periodo segnato dal terrorismo che tutti stiamo vivendo”.

Insomma, una lettera che rievoca le vicende della Grande Guerra con imprecisioni e poca chiarezza: “Si legge che in guerra i giovani combatterono per dare un senso alla vita, niente di più falso. Nella 1° Guerra mondiale, la grande maggioranza dei soldati al fronte non era consapevole di quali fossero le ragioni del conflitto – sottolinea Verducci – moltissimi erano giovani, originari di famiglie povere, che furono mandati a combattere in modo irresponsabile e spregiudicato”.

Una guerra che non avevano voluto e che quindi va ricordata con dignità e rispetto? “Esatto. Quei ragazzi furono costretti ad andare al fronte e lo fecero con profonda dignità e grande coraggio. Ognuno di noi, nelle proprie famiglie, ha un caduto che ricorda e onora. Il nostro compito è rispettare il suo sacrificio ed allo stesso tempo educare le generazioni future ai valori di pace e rispetto”.

Una lettera fraintesa nel suo intento primario o semplicemente male interpretata? “E’ una lettera falsa e diseducativa. Uno studente non può ricevere un documento del genere – conclude il Senatore Verducci – Si tratta di parole di sfregio verso la nostra democrazia e Costituzione. In sintesi una lettera indegna”. I giorni scorsi il Senatore ha chiesto anche l’intervento del Ministro dell’Istruzione, vista la gravità della situazione.

A fare da eco al pensiero di Verducci anche la Cgil, Cisl, Uil Marche, con i rappresentanti che si sono detti sconcertati, disapprovando in toto il messaggio del Dir. dell’Ufficio Scolastico Regionale Filisetti.





Questo è un articolo pubblicato il 10-11-2020 alle 18:36 sul giornale del 11 novembre 2020 - 745 letture