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Servigliano-delitto Jennifer: dal carcere, la Mitkova ha paura di essere avvelenata.

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di Lorenzo Cortellucci


La Difesa chiede il trasferimento in una struttura psichiatrica. "E' scesa molto di peso. Teme che qualcuno le avveleni il cibo". La donna, accusata di aver appiccato l'incendio per cancellare le tracce dell'omicidio della figlia, si continua a dichiarare innocente.

Un caso che ha mobilitato l'interesse nazionale e di cui si continua a parlare. A distanza di 11 mesi da quella tragica notte del 7 Gennaio, lo scenario ancora non è chiaro e gli sviluppi proseguono.

Anche stavolta, a tenere impegnati gli inquirenti è la Mitokova, protagonista in negativo dell'accaduto, che, lo scorso 17 Luglio era stata accusata di omicidio volontario con l'aggravante del rapporto di parentela.

La donna, detenuta nel carcere di Pesaro, da diverse settimane avrebbe smesso di mangiare, sottoponendo il suo fisico ad una considerevole perdita di peso. "Ha paura di essere avvelenata" - si legge nella relazione dei medici e psicologi del carcere - "Teme che qualcuno le avveleni il cibo". Tuttavia, nei confrotni della Mitkova non sono state rilevati gesti o comportamenti avversi da parte delle altre detenute: "Non è stato riscontrato nessun fenomeno di violenza, nè fisica nè verbale".

A questo punto la Difesa della donna, visionata la relazione, ha chiesto al Gip il suo trafesrimento in una struttura psichiatrica dedicata, con una sorveglianza 24 ore su 24. Una storia che sembra non trovare un epilogo.

Nel Comune di Servigliano, l'omicidio della piccola Jennifer aveva scosso un'intera comunità. Tutto era iniziato nella notte tra il 7 e l'8 Gennaio, con l'incendio divampato nell'abitazione di Via Circonvallazione Cluentina. La sorellina più piccola si era salvata insieme alla madre, ma per Jennifer non c'era stato nulla da fare. Dopo pochi giorni, la Mitkova era stata accusata di incendio doloso, le indagini poi erano proseguite fino alla sovlta, che tiene banco tutt'oggi. Dall'autopsia sul corpo della piccola, gli inquirenti avevano accertato che la minore era morta tre ore pirma dell'incendio e di conseguenza la madre fu accusata di omicidio volontario con l'aggravante della parentela e di aver appiccato l'incendio per cancellare ogni prova.

La Mitkova continua tutt'oggi a dichiararsi innocente, ma la vicenda sembra ancora lontana da una conclusione definitiva. Intanto il corpo della piccola Jennifer non ha avuto il nullaosta per la sepoltura e si trova ancora nell'obitorio dellOspedale di Ancona.



Questo è un articolo pubblicato il 06-11-2020 alle 18:33 sul giornale del 09 novembre 2020 - 953 letture