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Fermo, Prefettura: attenzione massima, tra rispetto regole anti Covid e contrasto al terrorismo

2' di lettura
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di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it


Attenzione costante, quella della Prefettura. Costante e su più fronti.

Fronte sicurezza pubblica, quindi controlli sul rispetto delle prescrizione anti Covid. Poi le problematiche che scaturiscono dal disagio sociale ed economico, con indubbi riflessi e tensioni di ordine pubblico. Da ultimo, il terrorismo internazionale, alla luce dei fatti francesi e austriaci. Questo quanto espresso dal Prefetto, la dott.ssa Filippi poc’anzi.

Tre comitati svoltisi in settimana. Il prossimo domani. E, sul tema terrorismo spiega: «pur essendo, il nostro, un territorio pacifico, non possiamo abbassare la guardia, tantoché, ieri con i colleghi delle altre forze di polizia, abbiamo inteso ampliare il numero degli obiettivi sensibili, inserendo anche dei luoghi di culto». Il tutto si tradurrà in una vigilanza radiocollegata e in attività info investigativa.

Ieri l’emanazione del nuovo dpcm, con l’individuazione delle tre aree (gialle, arancioni, rosse). «Siamo stati contenti, le Marche sono state inserite nella fascia gialla. Ma questo ci induce a non abbassare la guardia perché il dato non è statico, pertanto la responsabilità deve essere massima».

I controlli sono costanti. L’invito ai sindaci è di mettere in campo anche le polizie municipali. Dal 10 marzo al 4 novembre, i numeri nella provincia di Fermo relativi al Covid sono:

- 115.000 persone controllate

- 940 persone sanzionate o denunciate per il non rispetto della normativa

- 29.000 esercizi controllati

- 62 titolari di attività sanzionati, con 32 chiusure provvisorie e 1 definitiva.

Formata una task force, sotto l’egida del Comando provinciale dei Carabinieri di Fermo con l’ausilio del nucleo infortuni, dell’Asur e servizio prevenzione igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro e con il Comando dei Vigili del Fuoco, affinché si effettuino verifiche negli esercizi e nei luoghi di lavoro per verificare il rispetto delle misure. «Non in un’ottica repressiva, ci rendiamo conto delle difficoltà economiche - precisa la Prefetta, che cita le associazioni sindacali. «Gli stessi sindacati ci davano indicazione di alcune situazioni che ove la salute dei lavoratori poteva essere a repentaglio. Sono continuate le segnalazione, ultimamente ce n’è stata un’altra» spiega.

Importante e costante il dialogo con L’Asur. Quanto alla scelta di fare del Murri un ospedale Covid, queste sono scelte di politica sanitaria su cui la Prefettura non può nulla, dice la Filippi, se non indirizzare al dialogo e fare da collante, anche con Acquaroli. La scorsa settimana l’incontro tra Livini e i sindaci dei maggiori comuni. La prossima settimana ulteriore riunione con sindaci di altri territori.

Portate, inoltre dal Prefetto al Ministro dell’Interno le istanze di Confindustria, CNA e Confartigianato per l’inserimento dell’aria di crisi complessa nella previsione della decontribuzione del 30% applicata al Sud.



Questo è un articolo pubblicato il 05-11-2020 alle 20:07 sul giornale del 07 novembre 2020 - 403 letture