Tre comuni, una baby sindaca. Francesca: «più lezioni all'aria aperta, tornei sportivi e cura dei parchi»

4' di lettura 31/10/2020 - Facendo si impara. L’educazione civica, per dire: applicarla non sarebbe una cattiva idea. Ma per farlo bisogna essere in due: scuola e istituzioni devono collaborare.

Gli studenti dell’istituto comprensivo Vincenzo Pagani di Monterubbiano, ad esempio, nella vita amministrativa del paese sono coinvolti appieno. Il funzionamento del CCR (Consiglio Comunale dei Ragazzi) ne è la prova.

«Un’iniziativa - dice Annarita Bregliozzi, la preside - che unisce la scuola a tre amministrazioni comunali, vale a dire Monterubbiano, Lapedona e Moresco, in un progetto di educazione civica».

Non solo. L’ Isc Pagani abbraccia un territorio piuttosto ampio: Monterubbiano, Moresco, Lapedona, ma anche Campofilone, Altidona e Pedaso e, pertanto, l’esperienza del Consiglio Comunale dei Ragazzi è presente - come precisa la dirigente scolastica - in tutte le realtà, con la partecipazione dei ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado.

Una “vita politica” che inizia in quarta elementare e si conclude in terza media. Tutto funziona come per i grandi: la preparazione delle liste, la stesura dei programmi, la campagna elettorale. Poi il seggio, con tanto di scheda elettorale, che se la smarriscono, nel corso dei cinque anni, devono richiederla nuova al preside. Quindi la proclamazione del candidato baby sindaco che ha ottenuto il maggior numero di preferenze e l’insediamento del baby consiglio, con scranni tanto di maggioranza quanto di minoranza.

Elisabetta Vesprini è la professoressa che il progetto lo ha visto nascere, nel 2007. Andreina Mircoli la preside di allora. Pagliarini, Pieroni e Mercuri i sindaci, rispettivamente, di Monterubbiano, Lapedona e Moresco.

«Il progetto nasce dal desiderio di avvicinare i ragazzi alle istituzioni, a partire da quelle a loro più vicine, per passare a quelle nazionali ed europee - spiega l’insegnante. La cosa più bella - prosegue - è vedere i ragazzi partecipare in maniera viva».

Investito dell’incarico, il baby consiglio, vicino alla realtà amministrativa, apprende cosa significhi realmente amministrare. «Imparare a comunicare, a condividere le proprie idee con gli altri, a esporle ai grandi e, allo stesso tempo , imparare a comprendere le difficoltà che incombono su un amministratore, a cominciare dal preside di una scuola» questi gli obiettivi primari illustrati dalla Vesprini.

Un’esperienza coinvolgente «al punto che - racconta la prof.ssa - un anno ci fu bisogno delle primarie: si volevano candidare quasi tutti a baby sindaco». Un’esperienza divertente: «un anno, addirittura, la preside volle le cabine e i Carabinieri». Un’esperienza formativa: «un anno i ragazzi hanno chiesto di poter avere la seduta del Consiglio regionale qui. Il Presidente di allora, Spacca, lo concesse: vennero a farla a Monterubbiano e parteciparono anche i ragazzi».

Ebbene, con 53 preferenze su 101, la nuova baby sindaca della cosiddetta “città metropolitana” di Monterubbiano, Moresco e Lapedona, proclamata il 27 ottobre scorso, è Francesca Ciarrocchi.

Ha 13 anni, è di Rubbianello e frequenta la classe 3ª A della scuola secondaria di primo grado di Monterubbiano.

La sua lista si chiama “Partito dei Viaggiatori”. C’è un perché e Francesca lo spiega: «viaggiare in questo periodo di emergenza sanitaria è la cosa che meno ci è concessa. Allora noi vogliamo farlo a scuola, anche stando fermi».

I ragazzi, nell’organizzare il tutto, hanno dovuto fare i conti con il virus: «in classe abbiamo predisposto le liste, ci siamo confrontati su chi doveva prendere chi. Con gli altri compagni poi ci siamo incontrati in video, da remoto. Abbiamo portato la lista alle prof e, sempre da remoto, ci siamo presentati alle altri classi» spiega Francesca.

Il suo discorso, fascia tricolore in spalla, ha colpito tutti. Francesca sostiene di non avere nulla di più del suo avversario. Entrambi avevano ben chiari i bisogni dei ragazzi: «volevamo tutti le stesse cose per la scuola. I programmi era ugualmente belli e ricchi di contenuti. Non mi aspettavo di vincere» confessa Francesca, ancora incredula.

Indossare la fascia è stato per la ragazza un momento emozionante. I complimenti di amici e familiari si sono susseguiti. Dopo la vittoria, le prime proposte: «più lezioni all’aria aperta, tornei e attività sportive e maggior vitalità dei parchi, il San Rocco e il Don Bosco». Probabilmente il Covid non lo consentirà, ma la festa di San Martino era nei piani.

Se da grande si candiderà alla carica di sindaco ancora non lo sa; sa, però, che le piace la scienza e che probabilmente vorrà diventare una biologa.

A breve il CCR si insedierà. Il toto giunta è scattato. A ciascuno il suo assessorato. Un nome la baby sindaca lo svela, quello della sua vice: Martina Silla.

Ai ragazzi l’augurio, affiancati dagli equivalenti “più vecchi”, di un lavoro proficuo per la crescita loro, della loro scuola e del loro paese.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 31-10-2020 alle 15:03 sul giornale del 01 novembre 2020 - 478 letture

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