Legnini e la Morani incontrano la Confartigianato. Sul tavolo l’intesa per rigenerare le aree interne.

4' di lettura 30/10/2020 - “Velocizzare la ricostruzione, questo deve essere il mantra”. Ricostruzione pubblica e privata il tema più spinoso. Morani: “Rilanciare l’intero assetto delle aree interne attraverso il recovey fund”. L’assessore Castelli apre all’intesa tra Comuni, Regione e Governo.

A 4 anni dal sisma del 2016 la situazione nel centro Italia sembra aver imboccato la strada giusta. La ricostruzione avanza in maniera positiva. Le aree interne delle 4 Regioni interessate dal terremoto, tuttavia, sono state le più colpite e stanno facendo molta difficoltà a risollevarsi; ancora oggi gli strascichi del tragico evento sono visibili.

Artigiani, imprese ed attività hanno dovuto ricominciare tutto da zero ed il covid sta mettendo ancora una volta tutto in discussione, rallentando la macchina della ricostruzione. La Confartigianato di Fermo Macerata ed Ascoli ha incontrato il Commissario Legnini per fare il punto della situazione e far luce sulle varie problematiche che ancora stanno affrontando le popolazioni di queste zone.

In videoconferenza, dopo i saluti di rito, ha preso la parola Legnini: “Ad oggi la ricostruzione sta procedendo come da programma. C’è stata un’accelerata incoraggiante che vogliamo mantenere viva. Sono sincero, è difficile coordinare un territorio così vasto, perché le situazioni sono molto differenti. Inoltre la pandemia ha reso tutto più complicato, ma abbiamo reagito bene. I dati attuali ci danno ragione”.

Quindi c’è ottimismo? “Si, bisogna trasmettere fiducia, perché la via che abbiamo intrapreso è quella giusta. Grazie alle nuove norme attivate abbiamo potuto velocizzare l’iter per i danni lievi e per gli interventi immediati. Nei prossimi mesi il quadro per la ricostruzione privata migliorerà ancora. La procedura ormai è rodata e molto più rapida”.

Ma le problematiche non sono state cancellate del tutto? Come procede la ricostruzione pubblica? “Questo è un tema delicato. Riguardo alla ricostruzione pubblica dobbiamo fare di più, è ovvio. Metteremo ordine e faremo disposizioni attuative, attivando anche nuove risorse e ulteriori programmi, infatti molte opere pubbliche devono ancora essere finanziate – spiega Legnini – un dato positivo riguarda le Chiese, ben 940 sono in costruzione, abbiamo velocizzato la procedura grazie alle Diocesi, alle quali è stata data la responsabilità di nominare la ditta appaltante. Ulteriori risorse, inoltre, saranno comprese nel rifinanziamento per la ricostruzione pubblica del centro Italia”.

Ma ancora molti Centri storici sono rimasti come 4 anni fa? “Questo è vero. I Comuni dei centri storici distrutti dovranno munirsi di un programma rapido, usando i nostri piani. Ad oggi nessun Comune ha presentato alcun piano attuativo, perché molti sono ancora indietro. Anche da qui passa la rinascita sociale e la ripartenza economica del centro Italia. Occorre che i Sindaci si facciano avanti ed abbiano il coraggio di presentare programmi e sfruttare le procedure che abbiamo messo a disposizione. I mezzi ci sono, occorre solamente utilizzarli”.

A seguire è intervenuta l’Onorevole Alessia Morani, nonché Sottosegretario allo sviluppo economico: “Mi occupo giornalmente dei territori colpiti da calamità naturali e vedo che parte della ricostruzione è gestita con innovazione ed efficacia. Molti Sindaci hanno alzato la voce e la macchina si sta muovendo, ora occorre una sterzata decisa”.

Lo spettro dello spopolamento: “Nel privato c’è stata una ripartenza ben augurante. La ricostruzione in generale durerà ancora per molto tempo, servono, quindi interventi che rianimino il territorio fin da subito – osserva la Morani - Bisogna lottare contro lo spopolamento delle aree montane. Già prima del terremoto questo fenomeno era presente, ora è più marcato a causa del ritardo nella ricostruzione. Il territorio marchigiano ha molti piccoli comuni, la maggior parte in aree interne e sono popolati da persone anziane. Inoltre le aree di crisi complessa si mescolano ai disagi del sisma, così imprese ed aziende sono allo strenuo. La carenza delle infrastrutture aggrava il tutto. Serve assolutamente ovviare a questa problematica”.

Tante le risorse attivate e molte lo saranno a breve: “Abbiamo approvato importanti misure per il rilancio delle aree interne nazionali attraverso investimenti territoriali immediati, ora serve mettere a sistema anche le risorse già esistenti”.

Approccio orizzontale e verticale: “L’approccio orizzontale consiste in misure che devono essere contemporanee alla ricostruzione materiale. Nell’approccio verticale, viceversa, alle operazioni di ricostruzione dobbiamo affiancare tutte le altre problematiche che queste terre hanno. Così facendo si delinea un nuovo modello di sviluppo che si poggia sui servizi alla persona, al turismo e ai lavoratori”.

Servizi innovativi che guardino al tipo di popolazione del luogo: “Viste le caratteristiche dei nostri cittadini, dobbiamo tarare gli interventi per attrarre quel tipo di persone, ovvero attivare servizi di assistenza diretta ed indiretta per gli anziani, ma contestualmente creare anche i servizi alle imprese ed al turismo, così da far tornare le tante persone che hanno lasciato questi posti – conclude la Morani - Questi interventi e nuovi sevizi si devono connettere al recovery fund e la Zes. Case nuove sì, ma anche nuovi servizi, nuovi lavori e nuove attività”. Fa da eco all’Onorevole Morani, l’Assessore regionale Castelli, che sottolinea l’importanza di restituire forza e dignità alle aree interne attraverso queste misure.








Questo è un articolo pubblicato il 30-10-2020 alle 22:07 sul giornale del 01 novembre 2020 - 316 letture

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