Simona Ripari: "Il mio lavoro spesso mi porta fuori regione, ma sono sempre felice di recitare nelle mie Marche."

3' di lettura 25/10/2020 - Teatro, cinema, spot, doppiaggio e molto altro: il curriculum di Simona Ripari è davvero interessante.

L'attrice Simona Ripari è tornata sul palco recitando in "L'Italia chiamò" al Teatro Cortesi di Sirolo.
Un nuovo debutto con un riallestimento e una drammaturgia ancor più originale e “pop” per questo spettacolo già andato in scena lo scorso anno al teatro Astra di Castelfidardo e al Vaccaj di Tolentino.
La serata che si è tenuta nel rispetto delle norme anti-Covid ha fatto registrare il sold out ed il ricavato dei biglietti è stato destinato ad una associazione del territorio lauretano.
Un ruolo drammatico quello dell'attrice che veste i panni di PATA, una ragazza un pò ribelle, sognatrice, ma che racchiude In sé tutta la forza “terrena” della donne di un tempo.
Abbiamo raggiunto telefonicamente Simona Ripari che ci ha parlato di questo progetto che unisce sapientemente arte, storia, patria e anche storia del nostro territorio.
"E’ stata per me una grande emozione - ha esordito entusiasta Simona - visto anche il periodo difficilissimo che il settore dello spettacolo dal vivo sta vivendo. Il mio lavoro spesso mi porta fuori, ma sono sempre felice di recitare nelle mie Marche."
"L’Italia chiamò - ci spiega - è uno spettacolo che racconta la Battaglia di Castelfidardo: un evento che in molti ignorano o non ricordano e che avvenne il 18 settembre del 1860 sulle nostre colline. Nasce come progetto di sensibilizzazione e costruzione della memoria collettiva intorno ad un evento che ha coinvolto diversi territori della nostra regione e che di fatto mise il sigillo definitivo all’unione del nostro paese. E' uno spettacolo innovativo, dinamico ed in grado di unire prosa, poesia, lirica, canto, musica e proiezioni multimediali. Possiede momenti drammatici e punte di ironia ... riporta alla riflessione e alla memoria, senza pesantezza. Non solo, la rappresentazione ha la grande capacità di emozionare gli attori stessi. Il merito va al regista nonché autore del testo Victor Carlo Vitale che ringrazio infinitamente per avermi scelta e diretta in questo viaggio meraviglioso nel passato della nostra storia. Grazie alla sua umanità e professionalità è nata una compagnia di attori legati da affetto e stima professionale. Ringrazio il grande Franco Oppini, il protagonista del racconto; un attore oltre che bravissimo dal carisma unico. La sua interpretazione è stata magistrale e da lui ho imparato tanto. Sono stata felicissima di conoscerlo, possiede l'umiltà dei grandi artisti ed ha stretto un bel rapporto con tutti noi attori: la soprano Annalisa Sprovieri, gli attori Iacopo Cicconofri, Filippo Mantoni, Riccardo Ciabò e Davide Bugari, le attrici Ludovica Mancini e Sabina Cingolani."
"Il progetto che è prodotto da Guasco srl è stato promosso da Regione Marche, comune di Castelfidardo, Tracce di Ottocento e Fondazione Ferretti. Ringrazio tutti loro, tutti i miei colleghi, e non solo ... Patrizia Gabbanelli (aiuto regia), Ludovico Gennaro (scenografie), Greta Manfredi (sarta di scena), Fabrizio Saracinelli (organizzazione generale), Elena Casaccia (ufficio stampa), Chiara Cingolani (segretaria di produzione)."
"In questo particolare momento storico in cui l'incertezza la fa da padrona, ci auguriamo comunque che questo nuovo debutto sia solo l’inizio. Lo spettacolo merita di proseguire il suo viaggio per i teatri non solo marchigiani ma di tutto il territorio italiano. Si presta anche ad un pubblico scolastico, come quello delle scuole superiori. Il mio desiderio è anche che possa giungere un giorno sul palco del Teatro delle Api, il teatro della mia città, Porto Sant'Elpidio."


di Keti Iualè
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 25-10-2020 alle 10:03 sul giornale del 26 ottobre 2020 - 740 letture

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