Nuovo Dpcm: un’estate sprecata. Seconda ondata colpa della troppa leggerezza.

3' di lettura 19/10/2020 - Stretta su bar e ristoranti. Le palestre restano aperte. Ma i contagi salgono. Al Murri malattie infettive quasi al completo e al Mazzoni di Ascoli cardiologia chiusa per un positivo interno, alcuni pazienti trasferiti a Fermo. Una seconda ondata annunciata da tempo, ma che ci ha colto impreparati. Come è possibile? Un nuovo Dpcm per scongiurare il ritorno del lockdown. Più responsabilità a Sindaci e Regioni. Ognuno faccia la sua parte.

Un’estate di sacrifici e rispetto certosino delle norme buttata al vento, sprecata. Verrebbe da dire così. Ma forse in realtà non è andata in questo modo, forse tutti siamo responsabili e forse quei protocolli non sono stati seguiti alla lettera come si crede.

C’era tranquillità nella vita di tutti i giorni, i primi mesi estivi senza contagi ci avevano fatto accantonare il pensiero del lockdown, ci avevano fatto dimenticare i mezzi militari pieni di salme e avevamo scordato la paura nell’andare al supermercato tra marzo ed aprile. È bastata un’estate. Ne è valsa la pena?

Ovvio, c’è stato chi, scrupolosamente, ha rispettato le regole e seguito i dettami, ma non è bastato, le partite si vincono insieme. Ognuno ha una parte di colpa se la seconda ondata, annunciata e mai sperata, è arrivata ed ora c’è il rischio di tornare punto e a capo.

Si, era stata prevista, ma non abbiamo saputo arginarla. Come è possibile? Disorganizzazione o troppa leggerezza? Oppure non tutti abbiamo remato nella stessa direzione? Feste in spiaggia, party ed eventi senza troppa attenzione alle norme e di lì a poco contagiati e focolai. Era necessario? Ripresa delle attività sportive dilettantistiche ed amatoriali senza troppe precauzioni. Erano indispensabili? Centri storici o piazze affollate per aperitivi, serate in compagnia e movida, il tutto con mascherine assenti o indossate a metà. Era qualcosa di irrinunciabile? Tutti abbiamo buttato via un’occasione, tutti abbiamo sprecato un’estate. Dal Premier Conte fino all’ultimo semplice cittadino, me compreso, nessuno è esonerato dalla sua porzione di responsabilità. Ed ora, tentando di recuperare, siamo qui in questa frenetica rincorsa al virus, che sembra andare più veloce di noi, sperando che da questa settimana rallenti la salita dei contagi.

Ecco, appunto, arrivare il nuovo Dpcm, più stringente rispetto al precedente, ma ci si chiede se basterà. Di certo è un decreto simile nella forma a quelli dei mesi passati, ma differente nell’intento: “Siate responsabili”, è questa la regola aurea. “La Nazione non riuscirà ad sopportare un nuovo lockdown, quindi ognuno sia responsabile”. Come si è visto nelle scorse settimane, il Dpcm di ieri darà maggior spazio di manovra alle Regioni ed ai Comuni, quindi Governatori e Sindaci potranno agire con maggiore libertà per far sì che tutti seguano i protocolli. È un Dpcm che fa molto affidamento sulla responsabilità dei cittadini, perché solo così si potrà scongiurare un nuovo lockdown.

Ovvio, il quadro non è tragico come in altri Stati, ma questa non è una scusante, basti pensare al territorio nostrano, dove nell’Ospedale Murri di Fermo il reparto malattie infettive è di nuovo quasi al completo e al Mazzoni di Ascoli Piceno la cardiologia è stata chiusa per un contagio interno, con conseguente trasferimento dei pazienti nella struttura ospedaliera Fermana. L’aumento di contagi nella nostra Provincia deve far riflettere.

Non si chiede la chiusura di qualsiasi esercizio o attività, come le scuole, finora rivelatesi il luogo più sicuro in assoluto, ma una maggiore responsabilità per uscire definitivamente da questa situazione.

Ci troviamo di nuovo ad affrontare un’altra ondata epidemica, conseguenza della disorganizzazione e della leggerezza, ma ora occorre recuperare il terreno perso, perché conosciamo qual è lo scenario successivo e questo è il nostro vantaggio.






Questo è un articolo pubblicato il 19-10-2020 alle 11:47 sul giornale del 20 ottobre 2020 - 721 letture

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