La CISL FP chiede più personale addetto al contact tracing

5' di lettura 19/10/2020 - La CISL FP Marche che opera nel territorio di Fermo, davanti alla risalita seppur sotto controllo, del numero di malati da coronavirus, non può che evidenziare lo straordinario lavoro che adogni livello, stanno svolgendo da mesi, ininterrottamente,gli Operatori Sanitari di tutte le professioni, impegnati nei posti di lavoro,che siano essiospedalieri, territoriali o della prevenzione.

Come più volte scritto e dichiarato, la CISL FPMARCHE ritiene che la battaglia ed il contrasto al contagio da Covid si combattano e si vincano soprattutto sul territorio, con la prevenzione e con l’individuazione dei positivi asintomatici attraverso una straordiaria campagna di tamponi a cui sottoporre cittadini e lavoratori, assistendo i malati non sintomatici a domicilio per evitare l’assedio all’Ospedale.
A fronte di tutto ciò,stiamo purtroppo assistendo a Fermo come in altri territori delle Marche, ad una timida e quindi insufficiente campagna di assunzioni di figure della prevenzione da parte di ASUR.
I nuovi assunti si contano sulle dita di una mano. Nonostante gli impegni assunti almeno sulla carta, da ASUR Marche e Regione di potenziare gli organici dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica per sopperire alla carenza di figure proprie di questa Area, deputate per competenza e professionaità a seguire e monitorare i tantissimi malati in quarantena, il risultato fino ad ora ottenuto è veramente misero.
Parliamo ad esempio di Assistenti Sanitarie - figure per le quali il SSR delle Marche è sprovvisto di graduatoria valida da cui reperire assunzioni- ma anche di figure di supporto amministrativo per quanto di competenza.
Dovesono le nuove assunzioni? Il risultato di queste carenze è il super lavoro richiesto a chi deve eseguire i tracciamenti dei positivi che non ce la fa più, nonostante un’abnegazione al lavoro eroica, ad essere tempestivo e preciso.
Tale situazione sta diventando insostenibile e la causa è sempre la solita: carenza di figure appropriate per le necessità operative,dovuta in particolare al rapido esaurimento delle graduatorie in essere ed alla presenza di vincoli burocratici per l’assunzione di personale, insuperabili anche in un momento di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo.
Per quanto riguarda i Servizi PSAL,all’indomani della fine del lockdown, insieme agli altri Sindacati Confederali, la CISL Marche ha condiviso con Regione ed Asur un protocollo denominato “ PROTOCOLLO LAVORO-SICUREZZA” con il quale regolamentare procedure d’intervento proprio a partire dai posti di lavoro.
Alla base di quel protocollo, firmato dall’allora Presidente della Regione, vi era un piano straordinario di rafforzamento e potenziamento degli organici degli SPSAL (Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti Lavoro) proprio perchè la riapertura delle attività lavorative dopo la chiusura forzata dei mesi di marzo, aprile e maggio, avrebbe necessitato di un grande lavoro di prevenzione e controlloper presidiare il rispetto dei protocolli di sicurezza concordati.
Gli infortuni sul lavoro e la necessità di controlli forti, severi e costanti su tutti gli ambiti produttivi non sono venuti meno con il coronarirus, anzi. Si è aggiunto un altro rischio per chi lavora nei vari settori produttivi, che fino ad un anno fa non esisteva.
I numeri degli infortuni sul lavoro nelle Marche,diramati dall’INAIL parlano chiaro. Purtroppo sono schizzati in alto proprio per il Covid ma si continua ad infortunarsi e talvolta morire anche per tanti altri tipi d’infortunio,che con il Covid non c’entrano.
Ecco perchè non andrebbe assolutamente abbassata la guardia.
A tutt’oggi i Servizi PSAL non hanno visto alcun incremento di personale a fronte di una maggiore richiesta di controlli da effettuare e soprattutto di supportare gli altri Servizi del Dipartimentodi Prevenzione anch’essi impegnati in prima linea nella emergenza COVID.
Come CISL FP ci chiediamo: chi controllerà che tutte le misure di sicurezza e di prevenzione vengano rispettate se i tecnici della prevenzionedello SPSAL saranno impegnati in tutt’altri compiti?
La premessa fatta era d’obbligo per evidenziare che sarebbe un errore madornale se le aree diSPSAL, Sanità Animale, Igiene degli alimenti che compongono il Dipartimento di Prevenzione di Fermo anzichè venire potenziate, fossero indebolite per il trasferimento forzato di proprie figure nel tentativo estremo di coprire le carenze di quei professionisti impegnati nella gestione della pandemia.
L’allarme è chiaro: all’incapacità di assumere e reperire le figure deputate al tracciamento dei positivi, all’esecuzione dei tamponi, al controllo di chi è in quarantena da parte di ASUR, NON PUO’ E NON DEVE CORRISPONDERE L’ALLENTAMENTO DELLA PREVENZIONE SUI LUOGHI DI LAVORO, SULLA SANITA’ ANIMALE O SUGLI ALIMENTI.
Come per l’area ospedaliera e specialistica ambulatoriale vi è il timore di un forte abbassamento d’intervento su tutte le altre patologie che non siano il Covid,vi è il fondato sospetto che ciò possa verificarsi anche per il Dipartimento di Prevenzione.
Sarebbe un grave errore da parte di Area Vasta 4 non tenere conto di questo pericolo perchè, è bene ricordarlo, non si muore – anzi adesso per fortuna succede molto meno – solo di COVID.
Per tutto questo, come CISL FP Marche, torniamo a chiedere, in Area Vastan.4 ed altrove,un rafforzamento effettivo e concreto delle specifiche figure professionali della prevenzione necessarie a combattere il Covid,evitando,in ogni modo, di cadere nella tentazione d’indebolire “per sottrazione di personale” le aree del Dipartimentodi Prevenzione, strategiche anch’esse nei settori di competenza, per il contrasto ed il contenimento di ogni tipo d’infortunio ma anche di abuso.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2020 alle 16:43 sul giornale del 20 ottobre 2020 - 279 letture

In questo articolo si parla di politica, sindacato, comunicato stampa

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