Non arrendersi mai: la resilienza

3' di lettura 18/10/2020 - Quante volte vi sarà capitato di vivere un evento traumatico e cadere nello sconforto più assoluto con il rischio di piombare nella depressione? E quante volte invece vi sarà capitato di reagire con ottimismo e trovare in voi la forza di reagire ?In questo caso senza saperlo siete stati soggetti resilienti: la resilienza è la capacità di superare con positività gli eventi traumatici della vita senza mettere in discussione la propria identità o le proprie qualità.

Nella definizione originale, resilienza in metallurgia indica la capacità di un metallo di resistere agli urti senza rompersi. La resilienza altro non è che la capacità di andare avanti e di non arrendersi nonostante le difficoltà e gli ostacoli che si presentano sul nostro percorso di vita. Più alto è il livello di motivazione, più è elevata la capacità di superare gli ostacoli e gli imprevisti che si potrebbero incontrare. Il grado di resilienza dipende dalla capacità di elaborare la realtà, più siamo capaci di inibire l'influenza degli input esterni, più siamo resilienti, una vera e propria capacità cognitiva . Attenzione a non confondere la resilienza con la caparbietà, perchè per essere resilienti occorre mettere in atto capacità creative per trovare soluzioni adeguate e affrontare la propria emotività, utilizzando emozioni positive per rimettersi in carreggiata. Si può avere fisso un obiettivo, ma occorre flessibilità cognitiva per modificare i mezzi con cui raggiungerlo. L’individuo resiliente non è colui che ignora o nega le difficoltà o tenta di minimizzarle, al contrario, è colui che riesce a superarle, con una profonda consapevolezza di sè e della propria identità. Chi è resiliente é colui che riesce a trovare in sè stesso le risorse per elaborare l'evento traumatico e riorganizzare le proprie piotenzialità al fine di andare avanti e vede in questo processo una possibilità di cresciuta ulteriore.

Cosa rende più facile attuare un processo di resilienza? Le caratteristiche individuali e sociali giocano un ruolo importante, uno di queste è l’ottimismo, non inteso come tentativo di banalizzare o sminuire le avversità ma, come capacità di considerare i problemi una componente inevitabile della vita, per cui le difficoltà vengono viste come circoscritte e transitorie e e per lo più derivanti da fattori esterni. Altro fattore fondamentale è il supporto sociale, perchè la resilienza risiede nel contesto sociale di appartanenza, nelle relazioni che ognuno di noi ha intrecciato prima e dopo l'evento traumatico, per cui il sostegno emotivo e pratico sono aspetti importanti. Autiostima ed autoefficacia sono altre risorse che rendono più probabile la messa in atto di una risposta resiliente, perchè i cambiamenti sono visti come opportunità di crescita e chi riesce ad avere un controllo sugli eventi esterni, avrà più fiducia nelle proprie capacità.Inoltre maggiore è il livello di tolleranza alla frustrazione, migliore è la capacità di metabolizzare disagi e sconfitte, ciò permette di dilazionare la gratificazione del momento presente per perseguire il raggiungimento di obiettivi che devono essere specifici, graduali e realistici.


dott.ssa Barbara Mercanti
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dott.ssa Barbara Mercanti


Questo è un articolo pubblicato il 18-10-2020 alle 16:43 sul giornale del 19 ottobre 2020 - 372 letture

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